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«Scuola: dispersione ancora troppo alta in Puglia va ridotta la povertà educativa»

Il dirigente Usr: «I test Invalsi dimostrano che siamo indietro».

 

Puntare sulla riduzione della «povertà educativa» facendo leva sulle valutazioni Invalsi come «strumento per capire le cri­ticità da migliorare», ma anche chiedendo l’aiuto degli «enti locali perché la scuola da sola non ce la può fare»: Sono gli obiettivi annunciati dal direttore dell’Ufficio sco­lastico regionale pugliese, Franco Ingle­se in occasione dell’inizio di un nuovo anno scolastico. Inglese ricorda che la percentuale di dispersione scolastica in Puglia «è al 20% contro una media nazionale del 13-14% e un obiettivo europeo del 10% per il 2020». Dai dati illustrati emerge che nel «tacco d’Italia» servono 632 docenti in meno rispetto all’anno scorso (1.239) ma, alla firma del contratto per le l.399 nuove assunzioni a tempo indeterminato deliberate per il 2014-2015, «non si sono presentati o hanno rinunciato in 160». Il calo di 340 docenti in servizio (46.383 l’anno scorso) è dovuto alla riduzione degli alun­ni: meno 6.776 per un taglio di 132 classi. <<Alcuni alunni si sono trasferiti – dice Inglese – ma in gran parte sono bambini mai nati». Aumentano invece i posti per disabili (+936) e gli insegnanti di sostegno (+982). Le supplenze annuali per i posti comuni saranno 1.145 mentre quelle per il sostegno 1.560. Le supplenze per il personale Ata saranno in tutto 718 (579 collaboratori sco­lastici, 107 tecnici amministrativi e 32 assistenti tecnici). Quanto alla riforma annunciata dal go­verno per la scuola, In­glese ritiene sia “complessivamente buona” ma “sulle linee guida pubblicate dal ministero chiameremo a raccolta, dal 15 settembre al 15 novembre, dirigenti scola­stici, docenti, studenti e famiglie: sarà un con­fronto senza veli”. Il direttore sottolinea poi che «la scuola pugliese ha un buon livello di progettazione, tant’è vero che i fondi europei li spendiamo tutti. Tutto questo però – rileva – confligge con i dati Invalsi che non sono buoni: quest’anno siamo m serie “A” solo per la scuola elementare”. Per questo, aggiungere, “stiamo costituendo un gruppo di pilotaggio con un rappresentante della Regione e uno degli Enti locali, perché abbiamo criticità rispetto alla media nazionale sulla scuola media e superiore. Abbiamo un problema di povertà educativa – ribadisce Inglese – che si compone di dispersione scolastica e la carente attività extrascuola come teatri e musei». «Il livello di formazione di un individuo – ha concluso Inglese – non può essere solo a carico della scuola che da sola non ce la può fare: serve l’aiuto della famiglia,in primo luogo, ma anche degli Enti locali. attra­verso la liberazione di risorse e iniziative che mettono in condizioni i nostri ragazzi di avere ulteriori suggestioni culturali”.