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Scuola, strage di cattedre. In Puglia cento in meno

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Quasi 100 cattedre in meno rispetto all’anno scorso. Questa è la sorpresa trovata dai 205 docenti precari convocati  al Provveditorato agli studi di Bari  per l’assegnazione delle 69 cattedre da 18 ore (più 31 spezzoni) del sostegno dell’area umanistica. Aria tesa e qualche agitazione che ha richiesto l’intervento della Polizia nel locale al piano terra di via Re David a causa delle proteste degli insegnanti, tra cui veterani ultra 45enni e donne con bambini piccoli da allattare, che lamentano di essersi viste dimezzate le disponibilità a fronte della sempre maggiori richieste di sostengo per gli alunni diversamente abili. "Le conseguenze negative di questa contorta procedura e scarsa comunicazione tra scuole e Provveditorato", ha spiegato una docente 39enne di Bitonto,  "la subiamo noi insegnanti che rimaniamo disoccupati per un altro mese e i ragazzi che fino ad Ottobre rimarranno scoperti". Sul banco degli imputati le segreterie delle scuole che questa estate avevano il compito di consegnare tutta la documentazione richiesta al Provveditorato, e quest’ultimo che con le stesse avrebbe dovuto dialogare comparando le esigenze ai posti disponibili, in un’ottica di salvaguardia della continuità dell’insegnamento come auspicato dal premier Renzi. "Bisogna ricordare che in primis vanno tutelati i diritti dei bambini disabili ad avere un docente di sostegno e non il contrario", ha sottolineato Lalla Elefante coordinatrice barese del sindacato Gilda.

Da garantire, infatti, secondo la normativa, il rapporto di un docente ogni due alunni, che risulta oggi compromesso dai pochi posti messi a disposizione. Tra i disagi lamentati dagli insegnanti anche la prassi diffusasi negli ultimi anni dei "posti in deroga", ossia quelli che vengono richiesti nel corso dell’anno e il Provveditorato assegna successivamente a seconda delle nuove esigenze. "Le cattedre a Bari magicamente diventano disponibili a fine settembre",  racconta Anna R., 39 anni di Bari mamma di due figli, "il giorno delle convocazioni ci sono solo sedi fuori mano e noi dobbiamo sottostare a questo ricatto psicologico andaando ad insegnare lontanissime da casa per paura di perdere il posto ". Sull’argomento si è espresso anche il sindacato FLC CGIL: "stiamo denunciando questa situazione dell’organico in deroga dal 2006", ha sottolineato il segretario provinciale Ezio Falco,che vede nello svuotamento delle graduatorie e nell’ assegnazione dell’organico alle scuole l’unica via d’uscita.   


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