Menu Chiudi

Faq emergenza calamità, ovvero quello che avreste voluto sapere ma non vi hanno mai detto!

I recenti avvenimenti calamitosi che hanno coinvolto le cittadine di Vieste e di Peschici non sono stati scevri da critiche, spinte emozionali ed anche schietta ignoranza sulle procedure comportamentali da seguire in condizioni di emergenza.

 

Di seguito cercheremo di spiegare con un sistema domanda/risposta quali sono compiti, e doveri per la gestione delle emergenze in caso di calamità naturali da parte delle autorità competenti e dei singoli cittadini, cosicché ognuno possa avere, anche se rudimentali, gli strumenti essenziali per avere un’idea chiara dei compiti assegnati  alle varie componenti senza lasciarsi andare a giudizi affrettati, su come si doveva o poteva fare.

D.  Che cosa è la Protezione Civile?
R. E’ l’insieme coordinato delle attività volte a fronteggiare eventi straordinari che non possono essere affrontati da singole forze ordinarie.

Commento: Non si confonda la Protezione Civile dalle Associazioni di Protezione Civile!

D. Chi è l’autorità comunale di protezione civile?
R. Il Sindaco i cui compiti sono ribaditi nella legge 100/2012.

D. In caso di evento dannoso chi interviene per primo?
R. Il Sindaco ed i cittadini del luogo (Principio di Sussidiarietà: Intervento delle forze più vicine, e poi di quelle gerarchicamente poste più in alto).

Commento: E’ il Sindaco ( o chi per lui) che assume la direzione ed il coordinamento dei mezzi di soccorso e di assistenza delle popolazioni colpite, provvede a tutti gli interventi necessari, informa la regione, la Provincia, la Prefettura e decide quando e quali associazioni di volontariato attivare in supporto.

D. Chi fa parte della protezione civile?
R. VV.F., E.I., Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, G.d.F., , A.M., C.N.R., Istituto Nazionale di Geofisica, C.R.I., Servizio Sanitario Nazionale, Corpo nazionale Soccorso Alpino e CAI, ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO, Servizi Tecnici Nazionali. (Legge 225/92 art. 11).

Commento: L’art. 6 della L. 225/92, precisa che i soggetti competenti (amministrazioni dello Stato, Regioni, province, comuni e comunità montane) provvedono, secondo i rispettivi ordinamenti e le rispettive competenze, all’attuazione delle attività di protezione civile, con il concorso di enti pubblici, istituti e gruppi di ricerca scientifica con finalità di protezione civile, nonché ogni altra istituzione ed organizzazione anche privata.

D. Come deve organizzarsi un Comune per coordinare un a situazione di emergenza?
R. L’attuale metodo utilizzato in Italia per Coordinare una situazione di Emergenza si chiama “AUGUSTUS”.  Il metodo “AUGUSTUS” è un metodo di gestione delle emergenze che permette di dare le giuste priorità e una risposta coordinata, rapida e selettiva in termini di uomini e mezzi.

Commento: A livello comunale, l’organo di coordinamento è il C.O.C. (Centro Operativo Comunale) ed è organizzato per funzioni di supporto. Il Sindaco o suo delegato (L. 225/92 att. 15), posto a conoscenza di un evento calamitoso o d’emergenza, previsto o in atto, attiva e presiede il C.O.C. e attribuisce a ciascuna funzione i relativi compiti, in accordo con i dettami del piano comunale di protezione civile.

D. Da chi può essere attivato (DPR 194) il volontariato di Protezione Civile?
R. Dal Sindaco, dal Dipartimento di Protezione Civile, dal Prefetto e dalla Regione.

Commento: Se il Sindaco non ritiene opportuno far intervenire in caso di calamità un’associazione di volontariato operante nel Comune, essa non può intervenire arbitrariamente poiché è già “a disposizione” del Sindaco, il quale si  assume al responsabilità se il progredire degli eventi dimostrasse che l’intervento delle associazioni di volontariato “disponibili” ne avrebbe potuto mitigare gli effetti nefasti.

D. Quali sono le funzioni di supporto da attivare per la gestione del Centro Operativo Comunale?
R. Sono 9: – Tecnica e di pianificazione – sanità, assistenza sociale e veterinaria – volontariato – materiale e mezzi – servizi essenziali e scolastico – censimento danni a persone e cose – strutture operative locali, viabilita’ –telecomunicazioni – assistenza alla popolazione.

D. Quali sono i compiti della funzione di supporto “Volontariato”?
R. Nelle situazioni di “non emergenza”: partecipa alla stesura del Piano di Protezione Civile; opera costantemente sul territorio, approfondendo la conoscenza dell’ambiente e di conseguenza le zone di rischio o criticità;con corsi di formazione interna alla struttura di protezione civile forma gli Operatori nei vari settori di intervento (non promuovendoli sul campo!); organizza esercitazioni mirate ad affrontare le emergenze previste nel piano; studia la funzionalità delle aree di attesa di ricovero della popolazione e di ammassamento soccorsi al fine di garantirne l’efficienza nei momenti di bisogno. In caso di “emergenza”: Coadiuva tutte le funzioni sopradescritte a seconda del personale disponibile e della tipologia di intervento; fornisce ausilio alle Istituzioni nella gestione delle aree di attesa e di ricovero della popolazione, nonché quelle di ammassamento soccorsi.

D. In caso di calamità naturale un semplice cittadino può chiedere di partecipare alle attività di soccorso ad un’associazione di protezione civile?
R. Assolutamente no. Le associazioni di protezione civile non possono accettare cittadini che non facciano parte dell’associazione perché non assicurati e privi di formazione generale e specifica. In caso di bisogno, eventualmente sarà il Sindaco o il suo delegato, nel rispetto del “Principio di Sussidiarietà” a richiedere anche il supporto dei cittadini o di specifiche competenze.

A cura del Presidente dell’Associazione Sportiva e di Volontariato MOTOCLUB GARGANO VIESTE-PESCHICI, nonché Esperto nella Gestione Sismica delle Emergenze – Rilievo del Danno e Valutazione dell’Agibilità