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Il Gargano non è quotato alla borsa della solidarietà

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Quanto vale un’alluvione sul Gargano con vittime e danni materiali alla borsa nazionale della solidarietà? Poco o tanto? Nulla o quasi.

Perché al di là della meritevole iniziativa assunta da duo foggiano Pio & Amedeo, con l’idea di lanciare un’ asta on line per la raccolta di fondi (ci sarebbe anche la maglia di Totti oltre a quella del foggiano Agnelli), lo «show» mediatico ha fatto davvero poco, anzi, non si è vi­sto. Ci si aspettava ad esempio, ma si è ancora in tempo, un concerto pro Gargano di Renzo Arbore (magari da fare al nord in maniera tale da assicurarsi un incasso) o un’iniziativa sul modello degli «artisti uniti per l’Abruzzo», anche se il terremo­to che ha colpito L’Aquila è altra cosa rispetto a quanto accaduto sul Gargano. Ma l’amarezza è che non c’è neanche il tentativo, l’annuncio. E non è bello. Così come non è bello che per altri «disastri» – come l’alluvio­ne che ha colpito le Cinque Ter­re- e la Lunigiana nel 2011 – i network si siano scatenati con la raccolta fondi attraverso gli sms, mentre per quella del Gar­gano non si è fatto nulla. Evi­dentemente c’è una classifica anche per queste emergenze e si sa che la Capitanata è sconso­latamente giù. Nel fondo. Anche quando si tratta di ricevere so­lidarietà.

Filippo Santigliano


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