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Nuovo piano paesaggistico la Regione va a rilento

Da 9 mesi sotto esame le osservazioni. Barbanente: «Lo approviamo entro l’anno».

 

Il nuovo Piano paesag­gistico della Puglia ha ricevuto 2.400 osservazioni. Ma a 9 mesi dalla scadenza dei termini (il 30 dicembre 2013), la Regione non ne ha ancora completato l’esame. E così, l’appro­vazione definitiva del Pptr – il piano che sostituirà l’attuale Putt -, è an­cora lontana: ma nel frattempo re­stano in vigore le norme di salva­guardia che tanto hanno fatto di­scutere lo scorso anno. «L’esame delle osservazioni è in corso – conferma l’assessore al Ter­ritorio, Angela Barbanente -, siamo a buon punto. Nel frattempo abbia­mo organizzato dei tavoli tecnici sia con gli uffici regionali, sia con il partenariato socio-economico: gli imprenditori dell’energia e quelli delle attività estrattive, per raggiungere soluzioni condivise. Ma una parte delle risposte alle osservazio­ni è stata anticipata, de-perimetran­do alcuni corsi d’acqua che non han­no rilievo paesaggistico». Tuttavia, il problema resta: se l’obiettivo è ar­rivare al voto entro fine anno, i tempi cominciano a scarseggiare. An­che perché dopo dicembre, con il mirino sulle elezioni, sarà difficile portare in Consiglio provvedimenti pesanti come questo. «Noi lavoriamo per farcela», dice la Barbanente. Ma il punto è che le norme di salvaguardia (non posso­no essere più approvati progetti in contrasto con il piano adottato: fan­no eccezione solo quelli che alla data di adozione erano già in itinere) non solo sono tuttora vigenti, ma pos­sono rimanere in vigore a tempo indeterminato fino all’approvazio­ne definitiva. Cioè, come è capitato in altre Regioni, può anche essere che il nuovo piano paesaggistico resti in stato di adozione perpetua. Le 2.400 osservazioni sono in so­stanza richieste di rivedere il pe­rimetro dei vincoli contenuti nel Piano. Oltre quelli che discendono dalla legge Galasso (ad esempio coste lame, fiumi ed i 156 beni oggetto di tutela dai Trulli di Alberobello alle Tremiti: sono definiti nel com­plesso «beni paesaggistici»), il Pptr introduce tutele sugli «ulteriori con­testi»: la città storica, le strade pa­noramiche, le grotte e i buffer, che sono dei «cuscinetti» di 100 metri messi intorno’ ai beni-tutelati. Per esempio: una masseria, già vinco­lata secondo il Putt, avrà intorno una zona di rispetto di 100 metri. Tuttavia, pressata da proteste una­nimi nello scorso autunno la giunta regionale ha riadottato il Pptr per eliminare i vincoli di salvaguardia – almeno sugli ulteriori contesti. I buffer, insomma, entreranno in vi­gore solo il giorno dell’ approvazione definitiva del Pptr: bisogna capire se la politica avrà la forza di farlo, a pochi mesi dalle elezioni.