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Manfredonia/ Si torna a pescare ma il futuro preoccupa

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Dopo quasi due mesi di stop nel Golfo di Manfredonia riprende la pesca tra entusiasmo e preoccupazioni. Quest’anno il fermo biologico è iniziato l’11 agosto e si è concluso solo lo scorso 21 settembre. Oggi sul molo di Manfredonia sembrava il primo giorno di scuola. Armatori e pescatori non vedevano l’ora di riprendere il largo e al ritorno dalla prima battuta di pesca regnava il buon umore. "Finalmente – dice  Michele Conoscitore -, non vedevamo l’ora di tornare a lavorare. Pescato abbondante, tante triglie, cicale, pesce azzurro. Ma non basta, i prezzi sono troppo bassi. Un telaio di triglie non supera le 15-16 euro all’ingrosso.  Un mestiere  sempre più a rischio, con prospettive che purtroppo si riducono di anno in anno, con le spese e i costi di gestione che aumentano vertiginosamente e la concorrenza sleale dei prodotti congelati importati dall’estero". Non basta riempire le reti di pesce, i problemi restano e per Matteo Conoscitore di Unione Pescatori Manfredonia, si fa ancora poco per superare l’emergenza. "Non basta l’abbondanza, urge una nuova strategia commerciale che parta dal singolo commerciante o dettagliante fino ad arrivare al pescatore. Questo si può fare solo attraverso i marchi di qualità". Infine Conoscitore punta il dito sul mercato ittico. "Una struttura mercatale come quella di Manfredonia, tra le più importanti d’Italia, non può versare in queste condizioni. Oggi il pesce arriva ma non viene commercializzato come si dovrebbe perchè mancano le bilance e i carrelli".

Saverio Serlenga


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