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Serie D/ Il San Severo calcio chiude la “porta” al campionato

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Dopo la rissa col Monopoli. Il patron Luigi Dell’Aquila: “noi ci fermiamo qui”. Daspo dal presidente al medico sociale.

 

Calcio a San Severo, fine della corsa e del campionato? Da quel che se ne ricava dalla posizione espressa questa mattina dal presidente del club locale, che milita nel Girone H della Serie D, sembrerebbe di sì. Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della società, dopo i fatti di domenica 14 in coda al derby con il Monopoli e gli 8 Daspo della durata di 3 anni che hanno raggiunto dirigenti i dirigenti apicali con il presidente Luigi Dell’Aquila in testa, quelli sostenuti stamani – peraltro dalle formazioni giovanili – sono stati gli ultimi allenamenti. Il club chiude bottega.
«Purtroppo non possiamo fare diversamente – sostiene il presidente – è fin troppo ovvio che quando il titolare di un negozio non può gestire la sua azienda non può fare altro che abbassare la saracinesca». Tecnico e giocatori al momento appaiono frastornati e non sanno cosa fare. «Ci atterremo a ciò che ci dirà la società – dichiara mister Severo De Felice – nella speranza che tutto possa risolversi nel migliore dei modi». La prima squadra avrebbe dovuto ritrovarsi agli ordini del tecnico già nelle prossime ore per la ripresa della preparazione ma tutto sembra essere avvolto, al momento, dal mistero.
Ma cos’è accaduto di tanto grave da giustificare provvedimenti così drastici nei confronti dei vertici societari del San Severo? Domenica 14 settembre erano di fronte nella cittadina foggiana la squadra di casa e quella del Monopoli per un derby sentito da entrambe le tifoserie. Il direttore di gara, il signor Paterna di Teramo, dopo aver concesso nove minuti di recupero, al 99’ ha assegnato un calcio di rigore agli ospiti che hanno acciuffato proprio in extremis il pari. Da questo momento in poi (per la verità da subito dopo la concessione della massima punizione) è scoppiato il caos, sugli spalti e in campo. Nel referto dell’arbitro sono finite però una serie di accuse nei confronti di Dell’Aquila, del vice presidente Antonello Bisceglia, dei dirigenti Ciro Palis, Umberto Gravina, Franco Lufino, Dino Marino; del medico sociale Raffaele Florio e del preparatore dei portieri Marcello Ciofi: tutti raggiunti da provvedimenti di Daspo. Il campo, inoltre, è stato squalificato per tre turni. Il presidente continua a difendersi: non abbiamo posto in atto nulla contro la legge. Ma i provvedimenti sono arrivati e le misure sono pesantissime. Resta fortemente in dubbio la gara casalinga di domenica 28 con l’Arzanese. Sul sito è comparsa una lunga teoria di punti interrogativi. 


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