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Sfida a tre per la guida della Provincia di Foggia

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 Presentate anche le liste, sono 62 in corsa al consiglio.

 

La Provincia è stato trasformato in ente di secondo livello e «sottratto» al voto popolare. In campo, per la prossima consultazione, sono i due neo sindaci di Foggia, Franco Landella, e di San Severo, Francesco Miglio (Centrosinistra), più l’outsider Paolo Mongiello (Fi) ex consigliere provinciale sono i candidati alla presidenza. Depositate le loro candidature accompagnate da 177 firme per Landella, 161 per Miglio e 124 per Mongiello. Presentate inoltre 6 liste NCD, FI, Capitanata Civica, che fa riferimento all’assessore regionale Leo Di Gioia, UDC, PD e Capitanata civica, che fa riferimento alla sinistra di Sel. Complessivamente sono 62 i candidati per i 12 posti di cui sarà composto il nuovo consiglio provinciale. Nuovo presidente e consiglio provinciale saranno scelti il 12 ottobre dai consiglieri comunali dei 61 Comuni della Capitanata. Il meccanismo di voto però è ponderale, ciò vuol dire che il voto di un consigliere comunale di Foggia, ad esempio, vale più del doppio di quello di un consigliere di Manfredonia e 26 volte di più di quello di un consigliere di un piccolo centro del Gargano o del Subappennino. I 61 consigli comunali sono stati raggruppati in sei fasce a cui corrisponderà il colore della scheda, Foggia da sola, Manfredonia, San Severo, Cerignola e Lucera in quella successiva e poi via via gli altri. I politici, dunque, sceglieranno i politici. E sulla carta in base al colore politico dei 61 Comuni della provincia, il sindaco Landella non dovrebbe avere problemi ad essere eletto. Ma a disturbare la corsa del sindaco del capoluogo ci ha pensato Paolo Mongiello. Contro la sua candidatura c’era stata una presa di posizione del senatore Lucio Tarquinio; ma questo non ha fermato l’ex capogruppo del Pdl alla Provincia. Pare che la decisione di candidarsi possa legarsi al fatto che Mongiello, rimasto fuori dall’ultima tornata amministrativa e attualmente senza incarichi di partito, avrebbe subdorato che per lui non ci sarà neppure una candidatura «blindata» per le regionali. In casa del centrosinistra, la candidatura di Miglio è frutto di quanto deciso dal segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, nonché assessore della giunta sanseverese. Per il Pd provinciale e per la sua segreteria una strada obbligata quella tracciata da Emiliano non avendo il partito propri sindaci con altrettanto peso elettorale pari a quello di Miglio, in questo momento. Su di lui confluisce anche l’appoggio politico dell’assessore regionale Di Gioia. In casa Pd la grana di queste ore è rappresentata dai giovani del partito che si sono visti scippare un posto in lista sotto il naso. In ogni caso, per tutti, la Provincia è il banco di prova per misurare alleanze e cordate in vista delle elezioni regionali. Va sottolineato che il tempo di vita di questi enti è breve: una volta che andrà in porto la riforma costituzionale attualmente in discussione al Parlamento, le Provincie saranno cancellate.
 


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