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Vico/ Presentato il libro “il processo di giusta”

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Nella sala consiliare con la collaborazione del gruppo archeologico vichese  e dell’amministrazione comunale, è stato presentato il libro del dr. Francesco Maulucci: il processo di giusta.

 

Ha introdotto i lavori il  presidente del gruppo archeologico “ Silvio Ferri” Valentino Piccolo che ha sottolineato l’amore per l’archeologia dell’autore  e l’antica dote di ricercatore poliedrico  che lo contraddistingue,che lo ha portato al fine di avere una visione più completa del suo lavoro a soggiornare addirittura all’interno della necropoli di Pompei. l’autore ha inoltre avuto un ruolo fondamentale per il buon  fine dei finanziamenti di Monte Pucci
ha sicuramente contribuito alla campagna di scavi avutasi  nei recenti scavi e ha costituito senz’altro ad approfondire le conoscenze del nostro territorio.
appassionante è intrigante la sua fatica che ci fa conoscere un pezzo di storia romana.
e’ intervenuto poi il sindaco di Vico del Gargano che ha ringraziato il dr. Maulucci per aver avuto un ruolo determinante per i finanziamenti degli scavi di Monte Pucci,che erano a rischio e se qualcosa non si è realizzato è stato dovuto non  al disinteresse dell’amministrazione,ma a leggi che determinano il patto di stabilità e creano ostacoli alla loro realizzazione.
ha poi proseguito illustrando come con l’imminente pensionamento del bibliotecario si è pensato di dare la gestione della biblioteca a degli esterni e quindi al gruppo archeologico .inoltre si è avuto un accordo per le ferrovie del Gargano per dare la possibilità agli alunni della provincia di Foggia a poter effettuare visite guidate sul sito archeologico. esiste inoltre un protocollo d’intesa che ha finanziato 2 milioni di euro per il proseguimento degli scavi di Monte Pucci, lavorando nello stesso tempo anche su Monte Tabor.
e’ intervenuto poi il dr. Maulucci che ha affermato di aver svolto un impegno ventennale per Montepucci con la collaborazione di Marinacci e di essere stato anche al Vaticano per avere notizie sul sito archeologico di Montepucci.
Su Montepucci in precedenti convegni sono state date informazioni non corrette come quella dell spiegazione dell’ibis.
Sul Gargano sono stato anche a Castelpagano, Apricena e Pulsano e dopo l’esperienza a Pompei dove fu pubblicato anche un romanzo dal titolo “rosso e nero” poi ritirato dal commercio, accarezzai io l’idea di scrivere un romanzo dopo una cena con Lucia Felicia,
presi lo spunto da delle tavolette che accennavano ad un processo.
era il processo di Giusta e di lì’ e’ nato il mio romanzo ho dovuto studiare per pubblicare questo romanzo ,infatti intorno a questo romanzo ruotavano tanti argomenti su cui parlare.
L’autrice della premessa Ida Carbone ha poi preso la parola:
questo romanzo nasce dalla scoperta di una tomba  e dalle decorazioni di questa appartenente a un ricco patrizio romano la casa aveva perduto molto della sua antica austerità, ma era apparsa l’impronta di una croce lignea sistemata su un mobile (un inginocchiatoio) che ha indicato la presenza di cristiani nella casa dalla descrizione della casa ,e in cui furono trovate le tavolette del processo di giusta ,dalla lettura degli studiosi venne alla luce la trama di tutto il processo.
Maulucci ricostruisce l’intera vicenda ricostruendo lo spaccato di vita pompeana e di Ercolano. il processo di una schiava intentato alla sua padrona  che e’ rimasta incinta  e di cui non si sa da chi ,e l’affrancamento della schiava nel contempo che nasce la bambina suscita dubbi se,la bambina sia nata prima o dopo l’affrancamento  espone il problema se la bambina abbia o meno diritto all’eredita’.
Riprende poi la parola il Maulucci che per la stesura del romanzo ha dovuto studiare il diritto romano e indica la casa  protagonista del romanzo come la casa del bicentenario per indicare che,dall’anno della sua scoperta il 1938 erano trascorsi 200 anni.
parla  della notte del giudice Lucio Cominio turbato dall’importanza del processo che lo spinge a sentire pure un vicino che conosceva giusta.
Continua con la descrizioni delle immagine presenti della casa e quelle di Pompei in suo possesso,circa 14000, spiegando che la copertina del libro prova che giusta era cristiana,dalla croce trovata al 2° piano della casa. Il cristianesimo e’ simbolo della croce che viene trovata molto tempo prima della crocifissione di Cristo e quindi molto tempo prima di Costantino elementi fondamentali della casa sono l’inginocchiatoio e il quadrato magico trovati pure a Rodi, Castelpagano e Vieste. dalla Numidia era arrivato il cristianesimo nel 61 che portava l’apostolo Paolo. Il quadrato magico rappresentava il mezzo per indovinare una preghiera. inoltre termina con un saluto e 5 lettere che formano un quadrato che anagrammato da la parola pater noster(bastano 31 parole,ma avanza qualche lettera,di questo quadrato magico trovato pure in Africa e Mesopotamia ed anche ad Ascoli Satriano. Il pater noster messo in croce inizia con alfa e finisce in omega preghiera quindi nascosta per sfuggire alle persecuzioni. Cristo principio mezzo e fine di ogni cosa.
Ha proseguito ancora Maulucci, augurandosi che Vico diventi capitale dell’archeologia,che nella villa erano presenti pitture relative alla storia di Nerone. quando voleva uccidere la madre Agrippina chiamò un liberto e ne confessò la sua volontà. Il liberto gli presentò una barca che stava per mare,la nave si affonda,ma la madre che sa nuotare si salva e la nutrice si finse lei Agrippina e quelli che stanno con lei l’ammazzano quando si vede la villa di Agrippina illuminata chiamano 2 sicari Agrippina disse di colpirla in basso dove aveva generato il figlio, quando voleva far fuori Ottavia per unirsi a Pompea Sabrina , Pompeo  Aniceto  fu chiamato per ammazzare la moglie ,e doveva dimostrare che Ottavia tradiva Nerone,faceva ripudiare il marito per cederla  a un suo amico che poi la doveva cedere a lui.
Nella villa e’ raffigurato Tiberio Claudio Niceto con Ottavia ,il pittore rifiuta,tentenna e rischia di essere uccisa e la figlia non la potrà più vendicare il pittore che fu trucidato ,Nerone dimostrò che la pittura non era terminata e Ottavia fu uccisa. Clitone  che frequentava la casa per tenere Ottavia prigioniera e nel dipinto e’ raffigurata la scena. Il romanzo si chiude con Lucio Cominio  che si attarda a scappare perché venti spiravano da Pompei a Ercolano trovo’ la nave e cercò di far scendere gli adulti,facendo scendere i bambini per salvare le tavolette,ma Lucio fu trovato dalla moglie disteso sull’unico lembo non coperto dal fango, e sembrava che dormisse,m era morto a causa delle esalazioni del gas. Il dio dei giusti ,si pensò che non l’avesse fatto coprire dal fango a causa della buona azione di far scendere dalla nave gli adulti per far posto ai bambini.
la barca fu poi trovata e lo scavo ci ha restituito un groviglio di scheletri tra cui,uno con le mani giunte ,probabilmente ,un cristiano.

Giuseppe Laganella


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