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Il rampollo dei potenti Martucci di Peschici e la strana morte di Iveta

Eros e Thanatos…Iveta, la belle cantante ceca strappata ai Martucci. E’ una vicenda incredibile, quella che si snoda tra Praga e Peschici. E’ fatta di amore, violenza, notorietà, alcol e morte. I protagonisti si chaimano Domenico Martucci, musicista originario di Peschici e Iveta Bartoscova, cantante amatissima a Praga.

 

E’una storia incredibile quella che si snoda tra Pra­ga e Peschici. È fatta di amo­re, violenza, notorietà, al­col e morte. La vita reale si confonde con quella dei media fino a perdere i ripettivi confini e nella foga dello showbiz e della regola del "must go on", la verità diventa quasi un punto di vista, una convinzione di parte, un dettaglio. I prota­gonisti si chiamano Dome­nico Martucci, musicista originario di Peschici e da 8 anni stabilmente in Repub­blica Ceca; Iveta Bartosco­va, cantante amatissima a Praga e regina incontrasta­ta del gossip, morta suicida lo scorso 28 aprile; infine c’è Josep Richtar, marito della sex symbol ceca e sua guardia del corpo. È il 2007 quando Domenico Mar­tucci, ragazzo di buona fa­miglia, oggi 38enne, lascia il centro garganico per ten­tare fortuna nel mondo del­lo spettacolo della Repub­blica Ceca: a portargli for­tuna sono principalmente le sue doti canore, che in breve tempo gli consegna­no le chiavi della notorietà. Nel 2011 incontra Iveta Bar­toscova, la più popolare tra le cantanti della nazione, il cui viso è costantemente stampato sulle prime pagi­ne dei tabloid: a Praga ha vinto numerosi premi nelle più prestigiose competi­zioni canore nazionali, la sua vita privata è puntual­mente scandagliata dalla stampa rosa, dalle tv, dai fans e dall’opinione pub­blica. Basti pensare che, al luglio del 2013, la notizia d’ un suo ricovero in ospedale, durante l’edizione notturna del Tg nazionale, tie­ne incollati allo schermo circa 800mila telespettato­ri, .. ovvero il 7% dell’intera popolazione della Repubblica Ceca. Martucci e Bar­toscova hanno una relazio­ne per oltre un anno ed Ive­ta, nell’estate del 2012, fa tappa a Peschici incontran­do la famiglia di Domenico Martucci, che diventa sin da subito la sua seconda famiglia fino alla rottura definitiva. A pochi mesi dalla separazione, la nuova fiam­ma della nota cantante è Jo­sep Richtar, uno che, come ricorderà Domenico Mar­tucci, "due mesi fa è stato condannato a due anni per i maltrattamenti sulla pri­ma moglie". Ma qualcosa evidentemente non funzio­na, anche i rapporti tra Ive­ta e Richtar si incrinano e a luglio de1 2013, in condizio­ni psico-fisiche pessime, come verrà riconosciuto dal medico peschiciano Di Miscia, Bartoscova chiama un suo amico, Macura, la­scia la Repubblica Ceca per ritornare nella sua seconda casa italiana a Peschici, da Grazia Marino, madre di Domenico Martucci. La no­tizia della sparizione della Bartoscova fa il giro della Repubblica Ceca, della Slovacchia e della Germania, Macura e Iveta si fermano dapprima in Austria,dove le vengono prestate le pri­me cure mediche, e poi scendono giù fino a rag­giungere la Puglia, dove a Iveta aspetterà Domenico, a sua volta di ritorno da Pra­ga, "E’ tornata perché l’hanno picchiata, era in condizioni pessime, aveva una spalla lussata a causa delle percosse del marito", denuncia donna Ginzia.. E quel marito ci mette poco per individuare la sua com­pagna, perché dopo appe­na tre giorni, il 12 luglio del 2013, Richtar arriva in Ita­lia, a Peschici, accompa­gnato da una troupe televisiva e fa irruzione in casa di Martucci. In pieno giorno, con i turisti ed i curiosi che riprendono la scena: l’uo­mo, circondato da camera­man, sfonda la porta d’in­gresso di Palazzo della Torre e si introduce, assieme ai giornalisti, nell’apparta­mento per riportare a casa la donna che lo aveva appena lasciato. A Peschici di quella storia se ne parlerà tanto, ma gli strascichi del­la notarietà della Bartosco­va e del caso nazionale ceco sembrano non arrivare nemmeno debolmente a varcare le Alpi. Le immagini di Richtar, che oggi sono su Youtube e che la sera stessa erano in onda sulle reti na­zionali ceche, saranno mostrate nel processo del 15ottobre; presso il tribunale di Foggia, dove l’uomo è ac­cusato di violazione di do­micilio, lesioni personali per aver strattonato la madre di Martucci e disturbo della quieta pubblica. Do­po una breve telefonata lve­ta decide di tornare indietro al suo passato lasciando Peschici. Donna Grazia spiega così: "Ho sentito che al telefono urlava più e più volte il nome di suo figlio: "Artur no! Artur no" ripete­va. Ma il resto del discorso non riuscivo a capirlo". Ri­chtar si introduce di forza nell’abitazione privata dei Martucci, prende la donna e la porta con sé: i due ri­mangono per ulteriori 24 ore a Peschici e poi prendo­no il primo volo per Praga. Domenico non fa in tempo a raggiungerla, stretto an­che dalla morsa della polizia ceca del distretto Praga 4 con la quale dice di collabo­rare, ma riesce solo a scam­biare poche parole tramite cellulare: "Mi ha detto che sarebbe tornata in Repub­blica Ceca perché quell’uo­mo aveva minacciato di far del male a suo figlio. Ho chiesto alla polizia di con­trollare i tabulati telefonici, ma ogni inchiesta è finita senza alcun riscontro per­che, dicevano, non c’erano prove sufficienti", racconta a  Martucci. Don­na Grazia cerca di riportare a casa Iveta, 1’8 agosto del 2013 si reca a Praga, ma Richtar le nega ogni possibilità di vedere la cantante. "Sapevo che quell’uomo le usava violenza, volevo sa­pere se stava bene. Sapevo che Iveta sarebbe venuta con me a Peschici, e sapevo anche che quella storia non sarebbe durata più di qual­che mese, nonostante. si fossero sposati. Lui non la trattava bene, Iveta era fra­gile e pienamente sottomessa", Infatti, nel giorno del compleanno di Richtar, Iveta Bartoscova decide di togliersi la vita buttandosi sui binari mentre un treno era in transito. La si riconoscerà solamente grazie ad una cicatrice sull’addome. Ancora oggi, a Praga, i quo­tidiani e i tabloid parlano della sua storia e l’opinione pubblica è sempre molto stimolata. Addirittura il presidente della Repubblica Ceca aveva promosso i funerali di Stato, "rifiutati dalla famiglia di lei, che nel frattempo ha denunciato Richtar per induzione al suicidio", racconta il pe­schiciano Martucci.

Michele Cirulli
L’Attacco