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La Regione finanzia i talenti universitari

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26 milioni per l’assunzione di 170 ricercatori. Vendola:«Freniamo la fuga dei cervelli».

 

La Regione, con 26 milioni di euro, coprirà le spese per l’assunzione di 170 ricercatori universitari. È il traguardo di un bando finanziato da fondi Ue e presentato da Nichi Vendola, dall’assessora Alba Sasso (Istruzione), dalla collega Loredana Capone (Sviluppo economico) e da Eva Milella, presidente di Arti, agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione. Il progetto, definito Future in Research (Futuro nella ricerca), è articolato in due fasi. La prima, terminata ieri, prevedeva la raccolta, la valutazione e la selezione di un elenco di «idee progettuali», corrispondenti a fabbisogni sociali della Puglia e candidati a trasformarsi in altrettanti progetti di ricerca. La selezione è stata condotta da Arti e verrà ora consegnata alle 4 università pubbliche della Puglia per la seconda fase. Saranno gli atenei a bandire regolari concorsi per l’assunzione di 170 ricercatori, per un triennio. I costi saranno coperti dalla Regione grazie ai fondi comunitari destinati alla formazione e all’istruzione. Il rapporto t ra l ’ammini s t razione regionale e le università verrà regolato da una convenzione. «Con questa iniziativa — dice Vendola — ci saranno 170 talenti che non faranno la valigia per andare all’estero, ma aiuteranno la Puglia a crescere e diventare sempre più competitiva ».
L’assessora Sasso spiega che il bando rappresenta l’ultimo tassello della programmazione comunitaria 2007-2013, ma contemporaneamente assicura che l’esperienza sarà rifinanziata anche nel settennio 2014-2020. «L’università non è in grado di assumere come vorrebbe — dice Sasso — e noi contribuiamo ad alleviare le sue difficoltà. Per altri versi lavoriamo a connettere il mondo della ricerca, dell’innovazione, delle imprese e del lavoro». Le idee progettuali — da cui deriveranno i veri progetti di ricerca universitari — sono state selezionate in riferimento a cinque ambiti sociali, perché rispondano alle più disparate esigenze del territorio. «Solo così — dice Capone — facciamo della Puglia una terra smart, intelligente. Le città non sono altro che i servizi che riescono a rendere ai cittadini e alle imprese. In questo modo la ricerca si mette a disposizione della innovazione, dello sviluppo e del welfare». Vendola, giocando con le parole, sottolinea che la Regione ha messo a punto «un innovativo progetto di innovazione». «E le politiche di innovazione — aggiunge — sono la bussola di tutte le politiche di una pubblica amministrazione. Mirano ad aumentare il benessere della popolazione, a qualificare i diritti di cittadinanz a , a s o s tene r e l e imprese. Finanziando questi progetti non facciamo solo cose importanti che cambiano la vita dei giovani ricercatori. Proviamo a vedere gli effetti che le loro ricerche e loro innovazioni producono nel tessuto della comunità». A questo proposito Vendola rivolge un pensiero al dibattito politico in atto, con riferimento alle elezioni del 2015 e al governatore chiamato a succedergli. «Sono angosciatissimo — dice — della miseria della discussione. L’eredità più importante che lascio sono le politiche sull’innovazione. Vorrei infilarle in uno scatolone su cui scrivere: maneggiare con cura». I rappresentanti dei ricercatori e degli atenei pugliesi, presenti all’incontro con la stampa, hanno molto apprezzato l’iniziativa. Diversi hanno sottolineato che si tratta di progetti che «gli atenei di tutta Italia ci invidiano». Le idee progettuali sono state selezionate tra 937 proposte. Di queste solo 60 sono state dichiarate non ammissibili: le altre restano a disposizione di progetti futuri. 


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