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Dopo alluvione/ Canali sporchi e lavori inutili, così il Consorzio crea buche a Peschici (4)

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Buche nei canali, a Peschici va in scena l’ennesima lite tra Comune e Consorzio. C’è chi prepara una class action.

 

Non è passata affatto inos­servata la notizia pubblicata nell’edizione di ieri da l’At­tacco e rimbalzata dal siti di Ondaradio, delle tre buche create nei canali di Peschici – Ulse e Kàlena – dagli operai di una ditta cagnanese incaricata dal Consorzio di Bonifica Montana del Gargano di ri­pulire il letto dei due corsi dai detriti scesi durante l’al­luvione dalla Foresta Umbra. Gli interventi non hanno fatto altro che creare tre grosse buche in corrispon­denza di altrettanti piccoli ponti, da cui l’acqua caduta nei giorni scorsi non riesce ad uscire essendo bloccata sia verso monte che verso il mare dai detriti lasciati lì dagli operai. A finire sott’ accusa è nuova­mente l’ente del presidente Giancarlo Frattarolo, già al centro di numerose polemi­che nelle prime ore succes­sive all’alluvione per i man­cati interventi di manuten­zione proprio nei due canali peschiciani. A guidare il coro di protesta contro il Consorzio, c’era al­lora il primo cittadino di Pe­schici, Franco Tavaglione, che dichiarava: "Inutile prendersela con  l’abusivi­smo, è una scusa che non regge più. Oggi contiamo i danni che sono stati causati dall’esondazione dei due canali, in cui non si è mai fat­ta la manutenzione ordina­ria da parte di chi di dovere". Oggi, a distanza di oltre un mese dalla tragica alluvione del 5 e 6 settembre, a rinfo­colare le polemiche ci pen­sano le tre buche formatesi nei punti in cui hanno lavo­rato gli operai cagnanesi. Il tutto sotto gli occhi del sin­daco peschi ciano che dichiara: "Non capisco sinceramente come si siano potuti fare quei lavo­ri, dovrò chiedere spiegazio­ni. Fatto sta che noi ci siamo già attivati da tempo per ripulire i nostri due canali, e grazie anche all’impegno della Regione, ci riusciremo a breve". Spieghi meglio. “Certo. In pratica, abbiamo chiesto un sovvenziona­mento al Commissario per il dissesto idrogeologico della Regione Puglia, il dottor Maurizio Croce, che ci ha garantito un importante finanziamento pari a due mi­lioni e mezzo di euro". Che, però, gestirà diretta­mente Bari, e non il Comu­ne. "Infatti" continua il pri­mo cittadino "La scelta di far gestire il bando direttamen­te all’ufficio per il dissesto è dettata dal fatto che la buro­crazia comunale richiedeva tempi tre o quattro volte più lunghi di quelli dell’ufficio di Croce, quindi, abbiamo preferito che se ne occupassero loro". Duemilioniemezzo che serviranno a ripulire interamente i canali. E come si muoveranno le ruspe nelle zone in cui sono state create quelle tre buche? "Se si dovrà ripulire, lo si farà per intero, non come in quei tre casi. Non capisco davvero il senso logico di quegli interventi. Lasciamo stare. Comunque, si interverrà lungo tutti e due i canali allo stesso modo, ov­vero rimuovendo del tutto i detriti e permettendo a Ulse e Kàlena di svolgere quello che è il compito per cui esi­stono". Insomma, è rottura insana­bile tra il sindaco di Peschici e il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano? "A me personalmente non hanno fatto nulla" spiega ironico Tavaglione "ma al territo­rio … ". L’ennesima polemica tra 1’amministrazione" peschi­ciana e il Consorzio nasce il giorno stesso in cui la giunta regionale riconosce lo stato di calamita per l’agricoltura pugliese e garganica: "La decisione fa seguito alle for­ti grandinate ed ai tempora­li con bombe d’acqua che si sono abbattute sul territorio regionale. L’Esecutivo ha poi incaricato l’assessore alle Risorse Agroalimentari per­ché attivi le procedure ne­cessarie all’intervento del Ministero delle Politiche agricole e Forestali, in appli­cazione delle norme nazio­nali e comunitarie" spiega­no da via Capruzzi. Soddisfatti ovviamente gli agricoltori, ma non tutti. Come già anticipato: due settimane fa, un gruppo di imprendito­ri di Peschici e dintorni è pronto a partire con una class action con cui chiederà al Consorzio i danni: "Se ci sono delle responsabilità, è bene che vengano dichiara­te dall’autorità giudiziaria competente e, se sarà il caso, chiederemo i danni. Non possiamo piangere per colpa di altri, non ora che vedia­mo le nostre terre distrutte. Va bene la straordinarietà dell’acqua caduta, ma i ca­nali non ha retto nulla". Dal Consorzio preferiscono non commentare.

G.F. Ciccomascolo
L’Attacco
 


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