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Dopo provinciali/ espulsi dai rispettivi partiti: Mongiello, Potenza e Rizzi

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Il voto per la Provincia registra le prime conseguenze politiche in partiti, coalizioni e movimenti.  Forza Italia espelle dal partito Paolo Mongiello e Antonio Potenza; il centrosinistra cerca i traditori; i Cinque stelle chiedono le dimissioni del consigliere comunale Vincenzo Rizzi. Procediamo per ordine. La sconfitta del centrodestra e del candidato, Franco Landella fa cadere le prime due teste. Nel mirino sono finiti il terzo candidato-presidente, Paolo Mongiello (FI), e il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, che lo ha sostenuto. «Al sindaco di Foggia rivolgo il mio grazie per l’impegno e la passione dimostrate in questa campagna elettorale, che confermano il suo essere un punto di riferimento per Forza Italia e la coalizione di centrodestra – dichiara Lucio Tarquinio -. A quanti hanno sostenuto e promosso proposte politiche in contrapposizione a quella di Franco Landella comunico che sono ufficialmente e formalmente fuori dal nostro partito. Nessuno potrà impedir loro di votarlo se lo ritengono, ma è bene chiarire una volta per tutte e di fronte alla pubblica opinione che non ne faranno più parte e che non sono autorizzati a parlare in nome ed in rappresentanza di Forza Italia». Mentre nel centrosinistra foggiano è caccia ai tre consiglieri che hanno dato il loro voto non a Miglio ma bensì a Landella, la base del Movimento Cinque Stelle formalizza la presa di distanza dal proprio consigliere comunale, Vincenzo Rizzi. «Ha ammesso lui stesso stamane di aver votato, accompagnando il tutto con una splendida dichiarazione in politichese. Ovviamente votare era un suo diritto ma farlo in questo modo ci lascia molta amarezza. Ha votato senza consultare la base, non lo ha ritenuto necessario. Per noi ha estremo valore la democrazia partecipativa e non quella rappresentativa. Quando è stato votato, a Rizzi non gli è stato delegato niente ma è stato votato come portavoce. Sarebbe dovuto essere il portavoce dei cittadini a 5S e non portavoce di quello che pensa lui». La nota si conclude con la presa di distanza del Meet up Risveglio Cinque stelle da Rizzi: «Non lo consideriamo più il nostro portavoce. Lo invitiamo a dimettersi visto che ha violato principi per noi inderogabili». Ma c’è di più: in serata sulla testa dell’ex candidato sindaco cade addirittura la «scomunica» di Beppe Grillo. «Vincenzo Rizzi non fa più parte del MoVimento 5 Stelle in seguito al suo tradimento delle regole del Movimento presentando una lista comunale per Foggia diversa da quella decisa dal voto – scrive il leader nazionale sul suo blog -. Si diffida quindi dal proclamarsi come esponente del MoVimento 5 Stelle per le sue attività politiche».


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