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Per l’ESPRESSO i migliori chef del Gargano sono Mangano, Vescera, Cilenti e Biscotti

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La guida dei ristoranti d’Italia 2015 segnala anche quest’anno in Puglia Li Jalantuumene, Il Capriccio, Le Antiche Sere e Porta di Basso.

 

Se la Regione, tramite Puglia­promozione; sta facendo co­noscere la cucina pugliese in tutta Europa, grazie ai tour nelle più importanti città, del collettivo di chef di Food Sud System, perché la provincia di Foggia non fa altrettanto, esportando il brand Gargano tramite i suoi cuochi più rinomati?
E’ l’interrogativo che lancia da Monte Sant’Angelo Gegè Mangano, chef e patron del noto ristorante Li Jalantuu­mene, situato nel centro sto­rico della città Unesco e fre­sco di inserimento, anche quest’anno, nella Guida dei ristoranti d’Italia 2015 de l’Espresso. La storica Guida consegna la fotografia dell’Italia del man­giar fuori, ponendo nell’Olimpo del gusto i migliori cuochi italiani, primo tra tut­ti ancora una volta Massimo Bottura di Osteria francesca­na. In Puglia non ci sono grandi differenze rispetto ai piazzamenti dello scorso an­no; Capitanata e Gargano so­no rappresentati nella classi­fica regionale da quattro sto­rici nomi: Li Jalantumeene di Mangano a Monte e li Capriccio di Leonardo Vescera a Vieste, appaiati anche que­st’anno con l’identico pun­teggio di 14,5; fanno lo stesso de1 2013, ovvero 14 punti, anche Le antiche sere di Naza­rio Biscotti e Lucia Schiavone a Lesina e Porta di Basso di Domenico Cilenti a Peschici. A dominare la classifica è il Ristorante Angelo Sabatelli di Monopoli, seguito dal sa­lentino Già sotto l’arco di Ca­rovigno e da Al fornello da Ricci di Ceglie Messapica. "Sono ovviamente molto soddisfatto essere stato inse­rito anche stavolta nella Guida stilata da l’Espresso significa che il lavoro e l’impegno pagano", commenta Mangano – "I ristoranti della nostra pro­vincia segnalati sono gli stessi degli ultimi anni, io sono il più vecchio perché vi compa­io da ben 17 anni. E’ la conferma che il Gargano si fa ben valere, ma mi auguro al contempo che vengano fuori delle nuove leve nella nostra ristorazione di qualità. Inol­tre, per me è il segno che a Monte, Sant’Angelo c’è un’economia pulita e sana, capace di valorizzare il terri­torio, anche dal punto di vista turistico, con l’enogastrono­mia. Ormai c’è sempre più gente che fa veri tour del gusto a Monte, persone che viaggiano in cerca di sapori e prodotti". Come quei prodotti che Mangano farà scoprire, in­sieme alla sua premiata cuci­na, a degli ospiti speciali, in arrivo dall’Oriente tra poche settimane. – "Il 28 ottobre, in collaborazione con Pugliapromozio­ne, terrò nel mio ristorante uno show coking per tour operator e giornalisti asiatici. Verranno a vedere come cu­cino, come nascono i miei piatti. Faro conoscere loro le nostre produzioni tipiche, proponendo una versione moderna del pane e pomo­doro, i medaglioni di melanzane, un primo piatto di ruo­te pazze con crema di cime di rape e mandorle tostate", Ristorazione garganica sugli al­lori, dunque, ma per lo chef angiolino si continua ad ope­rare in ordine sparso, senza fare sistema e senza una clas­se politica ed istituzionale in­ grado di programmare stra­tegie di promozione del terri­torio. Il "cuoco contadino"; l’orsa­rese Peppe Zullo, sta lavoran­do con la Regione per andare ad Expo 2015; Domenico Ci­lenti è reduce dall’ operazio­ne di marketing di Pugliapromozione a – New York, ma ognuno pare operare per conto proprio. "Sono .certo che lo sviluppo economico e turistico della nostra provincia passi sem­pre di più dalla valorizzazio­ne dei nostri prodotti tipici e della nostra enogastrono­mia", afferma Mangano. "Peccato che la politica e le istituzioni paiono non capir­lo, dimostrandosi incapaci di creare una rete. Noi chef ope­riamo da soli. Perché nel Gar­gano non pensiamo di pro­muoverei all’ estero come la Regione da da tempo con un gruppo selezionato di cuo­chi? Si potrebbe mettere in piedi una squadra di eccellenze che si faccia bandiera del nostro territorio, girando per l’Italia e l’Europa. Allo stesso Expo dovremmo an­dare in tal modo, rappresen­tando la provincia di Foggia. A quando un progetto di que­sto tipo? I Comuni devono es­sere capaci di presentare queste proposte, non posso­no abdicare pure in questo. I nostri amministratori si rendono conto del valore ag­giunto che è dato nelle loro città da questo pezzo di mondo e di società?".

Lucia Piemontese
L’attacco

 

 

 

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