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Vieste/ Uccide il cognato e lo butta a mare (6)

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Omicidio in mare a Vieste – Bramante: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere".

 

 

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Riccardo Bramante, il 37enne viestano unico indiziato per la scomparsa di Antonio Di Mauro, suo cognato. A motivare la decisione di non rispondere alle domande del PM c’è la mancanza di documentazione ufficiale a suo carico, compreso l’esito della prova dello Stub per rilevare eventuali residui da sparo sul suo corpo e sugli indumenti. 

E manca soprattutto il cadavere, per la cui ricerca sono impegnate le motovedette dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco. Una volta rinvenuto il corpo del Di Mauro sarà possibile verificare se il proiettile che lo ha ucciso è partito dal fucile trovato sull’imbarcazione dell’accusato, da quale distanza è stato esploso e se lo stesso colpo è stato sparato per uccidere o solo per ferire.

Ai danni di Bramante c’è la testimonianza oculare di un terzo viestano che era a bordo dell’imbarcazione di Di Mauro al momento del litigio poi degenerato (stando alla ricostruzione dei fatti). Sul suo capo pende l’accusa di omicidio premeditato ed occultamento di cadavere. Rintracciato dai Carabinieri in un bar poco dopo la segnalazione di quanto sarebbe avvenuto, Bramante è stato condotto presso la Casa Circondariale di Foggia e nelle prossime ore il giudice si esprimerà in merito alla convalida dell’arresto. A difenderlo c’è la coppia di avvocati composta da Berardino Masanotti e Alessandro Ciliberti.


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