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Salvaguardia degli agrumeti storici, approvata la legge

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La XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato il 15 ottobre 2014, in via definitiva, il provvedimento sulla salvaguardia degli agrumeti storici e caratteristici.

La legge prevede uno stanziamento di tre milioni di euro all’anno, per tre anni, e tende alla salvaguardia di alcune ben individuate zone nella riviera siciliana, nella riviera fra il Tirreno e lo Ionio della Calabria, nella penisola amalfitana e sorrentina, le isole del Golfo di Napoli, la striscia dei giardini del Gargano, i dintorni del lago di Garda. L’approvazione di questa legge è stata accolta in paese con grande soddisfazione da parte dei tanti coltivatori di arance e limoni, che hanno potuto seguire da vicino tutto l’iter legislativo, grazie all’impegno profuso dall’assessorato all’agricoltura del comune di Vico del Gargano, tenuto da Roberto Budrago nelle amministrazioni Amicarelli e Damiani.
Le tappe, per arrivare all’approvazione del provvedimento legislativo, partono nel lontano 21 marzo 2003, quando venne presentato, con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Genetica Vegetale, il progetto “ Studio, salvaguardia e valorizzazione delle risorse genetiche agrumicole del Gargano “, coinvolgendo il Servizio di Sviluppo Agricolo di Foggia; l’Istituto Agronomo Mediterraneo e l’Istituto del Germoplasma di Bari; il Consorzio Vivaistico Pugliese; il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano; il Consorzio Gargano Agrumi.
Il 17 luglio 2007, raccogliendo in un unico testo le varie proposte di legge giacenti alla Camera, i deputati Lion, Cirielli, Catanoso della Commissione Agricoltura, presentano la proposta di legge “Sostegno agli agrumeti caratteristici “. La legge, dicono i tre deputati, promuove e favorisce interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia degli agrumeti del territorio insulare e delle fasce costiere di particolare pregio paesaggistico e a rischio di dissesto idrogeologico.
Il 15 e 16 novembre 2007 i deputati della XIII Commissione Agricoltura visitano i giardini di agrumi nelle campagne di San Menaio e Rodi Garganico e tengono una conferenza incontro, nella Sala consiliare di Vico del Gargano, per illustrare lo scopo della visita e annunciare che i giardini del Gargano sono inseriti, insieme a quelli della costa Amalfitana e della piana di Gioia Tauro nella proposta di legge per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici.
La seconda visita della Commissione arriva nei primi giorni di marzo 2009, accompagnati da una delegazione di esperti dell’Istituto sperimentale di agrumicoltura di Acireale. Ritornano fra gli alberi di arance e limoni guidati dall’agronomo Nello Biscotti e dall’assessore all’agricoltura ed ambiente Roberto Budrago, per constatare lo stato dei giardini e verificare la coerenza con lo spirito della proposta di legge in discussione. In quella occasione l’assessore dichiara:” Questa legge, che spero sia approvata in tempi brevi, è importante per questo territorio per un duplice motivo, si salvaguardia il paesaggio caratteristico dall’abbandono e riavvia il circuito dell’agriturismo rurale, delle passeggiate ecologiche, dando una fonte di reddito ai proprietari di campagne.
Alla notizia dell’approvazione della legge sugli agrumeti, il primo a gioire è stato proprio Roberto Budrago:” In circa dieci anni di assessorato all’agricoltura presso il Comune il Comune di Vico del Gargano ho cercato di impostare il mio lavoro per disegnare, il comparto agricolo, uno scenario nuovo che si legasse sempre più a quello turistico e diventasse vitale e propulsivo di un turismo qualificato, destagionalizzato e sensibile all’agroalimentare.
In una zona collinare come quella di Vico del Gargano, ove non è possibile l’uso meccanizzato per abbattere i costi di produzione, quindi si è fuori mercato, bisogna far si che non ci sia l’abbandono delle campagne da parte degli agricoltori, veri tutori e manutentori del paesaggio e del territorio (vedesi quello che sta  avvenendo in questi giorni sul fenomeno delle alluvioni) dando loro il giusto riconoscimento per continuare a coltivare e proteggere la terra.
Allora, il paesaggio agrumario, ma anche il percorso degli ulivi monumentali, quello della mobilità lenta, le piste ciclabili, andare per chiese rurali o conoscere le sorgenti d’acqua, piuttosto che la sagra delle castagne o quelle dei funghi, o la felice intuizione del “Gargano Village”, piuttosto che il riconoscimento I.G.P. ( indicazione geografica protetta ) della “paposcia”, originale e antichissimo prodotto da forno di Vico del Gargano, fanno parte di un unico progetto, che mi duole dirlo, è stato abbandonato, ignorato, e non viene ben compreso nelle sue ottime potenzialità. Oggi questa legge, che parte da lontano, da un convegno che tenemmo nel 2003 fra tanto scetticismo, ed a seguire due visite della Commissione parlamentare Agricoltura, la prima nel 2007 e la seconda nel 2009, è un primo importante traguardo, ma non è sufficiente se non si ragione con una visione d’insieme.”
Michele Angelicchio

 

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