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Gli operatori del Gargano promuovono Buy Puglia e vanno a caccia di turisti stranieri

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Bilancio positivo per la seconda edizione della fiera: 220 i buyer a Bari, 191 i seller pugliesi (in massa dal Salento, meno dalla provincia di Foggia .. ). Cosa c’e" da fare. Convince la scelta di Pugliapromozione di vendere la Montagna Sacra agli amanti di sport, natura ed escursioni. Perplessità invece sul brand spiritual, dato il calo costante del turismo religioso.

 

Ben 220 buyer, 191 ope­ratori turistici pugliesi, oltre 5mila incontri b2b. Sono alcuni dei numeri della seconda edizione di Buy Puglia – Meeting & Travel Experience, il più importan­te evento di business turisti­co della regione, ospitato in questi giorni presso la Fiera del Levante di Bari ed inaugurato giovedì (per l’ultima volta) dal presidente della Regione Nichi Vendola e dal­l’assessore alla cultura e turismo Silvia Godelli. "Siamo passati da tanti sforzi per impacchettare un’ offerta turistica decente che riguar­dasse l’ attrattività per i pelle­grini e i fedeli, per gli amanti della bicicletta e della natura; del mare o della cucina o del­la pizzica, al massimo grado di professionalizzazione. Oggi noi entriamo nei mercati mondiali riuscendo a ren­dere ben chiaro il profilo del­l’offerta turistica della Puglia. Siamo tra i pochi luoghi d’Eu­ropa che vede il turismo cre­scere, tra i pochi luoghi d’Ita­lia che ha una controtendenza. Anche quest’anno i dati delle presenze turistiche so­no stati molto importanti. Questo evento è unico nel suo genere. Lo facciamo in contemporanea a tanti altri eventi che dicono che men­tre il sud rischia di morire, la Puglia lotta con le unghie e con i denti, non solo per so­pravvivere ma per essere luo­go di innovazione, di cam­biamento, di futuro, ha affermato Vendola, "Credo che il rapporto tra ‘identità e l’ eco­nomia sia quello che ci deve far giocare la partita con in­telligenza, Non basta presen­tare le cartoline illustrate. Noi dobbiamo vendere una sto­ria; un racconto che va dai castelli federiciani al barocco, dobbiamo raccontare le no­stre chiese, i nostri castelli e la nostra umanità. Stiamo diventando protagonisti di una economia internazionale senza perdere la faccia, senza perdere l’anima, cioè senza perdere l’identità". "La seconda edizione del Buy Puglia", ha aggiunto l’asses­sore Godelli, "realizza delle straordinarie evoluzioni ri­spetto allo scorso anno: tri­plicati i tour operator iscritti­si, moltiplicati e diversificati i prodotti turistici pugliesi proposti, un grande fermento dei nostri operatori pronti "a cogliere questa grande occastone per presentare la no­stra destinazione e fare ac­cordi. Tutto ciò accade all’indomani dell’ alta stagione tu­ristica, che anche quest’anno ha visto la Puglia come ogget­to del desiderio degli stranie­ri, incrementatisi ancora del 5%. rispetto all’anno scorso". Ben 135 operatori dell’ offerta turistica pugliese Leisure e 56 dell’ offerta MICE hanno pre­sentato la propria offerta turistica ad un selezionato gruppo di 220 operatori este­ri (171 del segmento leisure e 57 del segmento MICB) provenienti dai principali mercati europei ed extraeuropei per un totale di oltre 5000 incontri programmati. Tra gli operatori pugliesi vasta la rappresentanza del Salento e della Valle d’Itria, in numero inferiore invece i nomi di Capitanata e Gargano. Dieci sono stati gli itinerari del Pre-tour pensati per far conoscere ai buyer attraver­so l’esperienza di viaggio l’of­ferta turistica pugliese prima, di avviare le trattative d’affari che hanno avuto luogo du­rante il B2B. Dieci itinerari te­matici che corrispondono ai prodotti turistici in cui è or­mai si sta organizzando l’of­ferta pugliese: divertimento, turismo attivo,esperienze slow, cultura, ma anche l’of­ferta del lusso, il wedding, la Puglia. romantica, la Puglia autentica. delle tradizioni e dei piccoli borghi e poi i prodotti tradizionali (il mare e l’enogastronomia) trasver­sali a tutte le offerte. Così fra i 220 buyer, oltre ad una deci­na di giornalisti europei, c’é chi ha fatto l’itinerario "Wc are authentic" in Salento e chi invece ha scelto la Puglia slow sui Monti Danni, chi ha visto un pezzo di Puglia esclusiva in Valle d’Itria o di Puglia magnificent nell’area di Puglia Imperiale; e ancora chi ha sperimentato il Salen­to “funny" oppure una Puglia timeless sulla Costa Ionica o "wild" nell’Alta Murgia o an­cora "romantic" sempre in Valle d’Itria; e poi gli itinerari nel Gargano, "active” e "spiri­tual". Gargano active & spiritual Unica presenza per Manfre­donia quella del Regio Hotel Manfredi. Positivo il bilancio tracciato da Francesco Pacilli: "Ho in­contrato buyer di Spagna, In­dia, Giappone; Ucraina, Po­lonia, Lituania, : Germania, Austria, Russia, Francia, Gran Bretagna, Svezia. Gli unici in­contri "fuori target" per noi sono stati quelli con indiani e giapponesi, troppo lontani da Manfredonia per poterci scegliere come meta di vacanze. L’organizzazione di questa fiera è come sempre perfetta, in linea con gli stan­dard internazionali. Inoltre sono stati davvero utili i pre­tour, le Visite sul Gargano fatte dai buyer nei giorni prece­denti gli incontri b2b. Chi ha partecipato ai tour ha così avuto modo di conoscere i nostri luoghi, ho dovuto ser­virmi di una cartina geografica solo con gli altri, totalmen­te a digiuno di Gargano". Pacilli condivide anche la scelta di Pugliapromozione di caratterizzare il Gargano come attivo. "Ho lavorato a San Giovanni Rotondo alla fi­ne degli anni ’90, nel periodo di massimo splendore, e posso garantire che il turismo religioso è in calo. Bisogna pen­sare ad altro, trovare attività complementari da proporre. Il mercato è ormai ibrido, col brand di Gargano attivo ci rivolgiamo a chi ama lo sport – all’aria aperta, le escursioni; la natura. Quest’anno c’è sta­ta a Mattinata la prima edi­zione della Gargano Running Week, la manifestazione de­dicata ai runner. Manfredo­nia non ha beneficiato degli arrivi, ma se Pugliapromo­zione continuerà a crederci i risultati arriveranno nei prossimi anni con un mag­gior numero di partecipanti". "Sul turismo spirituale ho molte perplessità", fa eco la viestana Ersilia Montalto (Hotel degli Aranci). "Invece sul segmento naturalistico ­sportivo sì può lavorare molto, le possibilità offerte dal nostro territorio sono infinite. Noi stessi proponiamo pacchetti che comprendono trekking ed escursioni". "Il Gargano è nato come pro­dotto mare, ma noi già da tempo proponiamo vacanze a base di sport outdoor ed, escursioni. Il turismo balnea­re tiene ancora ma i viaggia­tori stanno cambiando e bi­sogna evolversi. Crescono le nicchie di mercato, consentendo un aumento della stagionalità", spiega Rossella Falcone (Hotel Falcone di Vieste). Aumentano gli stranieri "I turisti stranieri sono fonda­mentali per l’economia che muovono sul territorio, hanno un potere di spesa mag­giore", continua Falcone. "Germania e Francia conti­nuano ad essere i nostri clas­sici mercati di riferimento, ma arrivano sempre di più anche dal Nord ed Est Euro­pa. Questo ci permette di la­vorare anche in primavera ed autunno, nei mesi in cui gli Italiani non viaggiano. Inol­tre gli stranieri non vogliono vacanze di solo mare, ma puntano a scoprire un terri­torio a 360 gradi". "Un lieve incremento dei turisti dall’estero c’è stato. Noi puntiamo soprattutto ai Pae­si dell’Est europeo come Rus­sia e Polonia, ma anche agli Inglesi; che già vengono in Puglia adorando le masserie del Salento", afferma Montalto. L’handicap aeroporto. La questione dell’assenza di uno scalo civile funzionante a Foggia ha ovviamente interessato la fiera pugliese del turismo. "La prima domanda che i buyer mi fanno è sempre la stessa: quanto dista il no­stro hotel dall’aeroporto più vicino?", spiega Pacilli. "E’ una questione fondamentale per un cinese o giapponese. Invece non condiziona parti­colarmente chi ha già scelto di compiere in Puglia un tour più esteso, queste persone non rinunciano per la nostra distanza da Bari Palese". ‘L’assenza di uno scalo rende il nostro territorio troppo lontano per turisti come quelli indiani. “Noi spieghia­mo che esiste un servizio na­vetta per Bari Palese – afferma Falcone, presidentessa- del Consorzio Gargano Mare. "Chi ha già interesse a visitar­ci non rinuncia. Comunque la mia idea è che il Gargano vada attraversato in maniera lenta, in auto". "Tutti ci chiedono dell’aero­porto; rispetto al Salento ri­mane il nostro principale handicap", rileva Montalto. "Per chi viaggia in bus o auto non è un problema, ma tanti si indirizzano ormai verso mezzi più veloci e non siamo competitivi ai loro occhi".

Lucia Piemontese
L’attacco 


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