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Vieste – Clemente: “L’aeroporto del Gargano dell’Assessore Nicola Rosiello”

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Riceviamo e pubblichiamo
Il progetto per la realizzazione di un aeroporto a Vieste è stato approvato a maggioranza dal Consiglio comunale del 5 maggio 2008 (Delibera n. 28), a conclusione di una campagna politica dell’Assessore Nicola Rosiello – durata oltre un anno – imperniata sulla necessità di un aeroporto a Vieste.

La campagna politica dell’Assessore non era supportata da una progettualità concreta, ragione per la quale il progetto approvato in Consiglio comunale è stato presentato alla Regione Puglia in difformità alle procedure di legge, privo di numerosi elaborati e studi ed addirittura con una errata tipizzazione urbanistica.
Il 13 gennaio 2010 intervenendo alla trasmissione “Alta Marea” di Ondaradio avevo specificato che il CUR (Comitato Urbanistico Regionale) in sede di istruttoria aveva espresso parere negativo sulla proposta, ritenuta generica per le seguenti ragioni:
1.- errata tipizzazione: la tipizzazione corretta era quella di Attrezzatura di interesse regionale e non di livello urbano;
2.- mancata verifica di coerenza con la pianificazione settoriale: non risultava verificabile la volumetria e l’area destinata ai trasferimenti;
3.- mancata formazione del rapporto ambientale VAS e generica considerazione degli aspetti paesaggistici;
4.- non individuazione delle aree da destinare ad attrezzature turistiche;
5.- mancanza dei pareri degli enti territoriali interessati: Ufficio del Genio Civile, ENAC, ENAV.
Con comunicato del 15 marzo 2012 riportavo la notizia di stampa riguardante l’investitore individuato dall’Assessore Nicola Rosiello per la realizzazione dell’aeroporto del Gargano, il politico Angelo Gianmario, esponente del PDL e consigliere regionale lombardo, già coinvolto nelle indagini sulla ndrangheta a Milano, il quale risultava indagato per corruzione e finanziamento illecito dei partiti.
“Grazie agli importanti agganci e conoscenze politiche e imprenditoriali del presidente dell’associazione “Infrasud Gargano”, Angelo Gianmario, l’aeroporto del Gargano non è più una chimera. La ricerca di seri ed importanti imprenditori nazionali ed internazionali è a buon punto, ci sono già accordi ufficiosi. Inoltre sono stati avviati una serie di contatti politici a livello di governo centrale, affinchè sia snellito e accelerato l’iter burocratico.”
Così si è espresso nel 2009 Nicola Rosiello, l’Assessore al Turismo del Comune di Vieste.
E dire che già allora c’era qualcosa che lasciava intravedere delle perplessità in merito alle competenze di Gianmario e all’associazione “Infrasud Gargano”, costituitasi in data 25 febbraio 2008 (come riportato sul sito www.infrasudgargano.it – ora disattivato) con il seguente scopo preponderante: “studio e promozione della ricettività turistica attuata essenzialmente mediante la riconversione e il miglioramento della viabilità e dei trasporti con particolare riguardo alla riconversione dell’aeroporto di Vieste”. Come se a Vieste già ci fosse un aeroporto…
La vicenda “Aeroporto del Gargano”, il più grande atto di “BARO” della prima Giunta Nobile, in questi giorni registra due ulteriori colpi di scena.
Il primo, quello della delibera di Giunta Comunale n. 97 dell’11.09.2014 con la quale è stato disposto il pagamento di spese legali a carico del Comune di Vieste per euro 10 mila circa.
IL secondo, quello della notizia diffusa a pag. 7 della Gazzetta del Mezzogiorno del 30 ottobre 2014, dell’arresto di chi doveva costruire l’Aeroporto.
Restano impuniti gli amministratori locali che hanno barato con la popolazione di Vieste e che hanno fatto sostenere al Comune di Vieste diverse decine di migliaia di euro di spese per un capriccio.
Vieste, 3 novembre 2014

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GLI UOMIMINI DELLE COSCHE CALABRESI PUNTAVANO SUGLI APPALTI A VIESTE                  
 
ONDARADIO venerdì 31 ottobre 2014 ore 19:28       
Dopo l’arresto dei presunti affiliati alla ‘ndrangheta e di un ex consigliere comunale PD a Milano

L’affare giusto per “riciclare” in Puglia il denaro della ‘ndrangheta. La costruzione in project financing dell’aeroporto turistico di Vieste ma anche i parcheggi nel centro cittadino. Opere da “40 milioni di euro” che facevano gola agli affiliati alla cosca Galati, finiti l’altro ieri in un maxi blitz della Direzione distrettuale antimafia di Milano.
Il retroscena è contenuto negli atti dei carabinieri del Ros della Lombardia, i cui accertamenti hanno consentito al procuratore aggiunto milanese Ilda Bocassini di mandare in carcere 13 persone, tra le quali il presunto boss Antonio Galati e Luigi Addisi, ex consigliere comunale del Pd a Rho e sposato con la nipote di Pantaleo Mancuso, il capo cosca di Limbadi. E non è un caso che tra le accuse, assieme all’associazione mafiosa ed al concorso esterno, figuri il reimpiego di capitali illeciti.
Perché l’obiettivo della ndrina, ben radicata in Lombardia era secondo l’accusa di “lavare” il denaro sporco per reimmetterlo nel mercato. Il trampolino di lancio sarebbero stati i “contatti – come è annotato negli atti – con esponenti del mondo politico , istituzionale, imprenditoriale” e “bancario”, così da aggiudicarsi appalti un po’ in tutta Italia.  
Ed è in questo quadro che negli atti si parla dei project financing (mai portati a termine) dal Comune di Vieste, sui quali si era concentrato l’interesse dell’associazione Infrasud Gargano, capeggiata da Angelo Giammario, ex sottosegretario dell’allora presidente della Regione lombarda Roberto Formigoni, non indagato in questo fascicolo ma citato nelle informative dei Ros e nella requisitoria al processo milanese «Infinito» sulla ‘ndrangheta come un soggetto vicino alle cosche calabresi. Un politico che – per l’accusa – avrebbe ottenuto un “tesoretto di voti» grazie al sostegno dell’organizzazione mafiosa.
Gli atti dell’operazione dell’altro ieri svelano alcuni retroscena. E, in particolare, le telefonate tra Franco Monzini, imprenditore sospettato di riciclare i soldi della ‘ndrangheta, e il presunto boss Antonio Galati. Scrivono gli investigatori: «Monzini (usa un’utenza intestata a tale Giovanni Stanca di Foggia) racconta del viaggio fatto a Roma con Vellone (Luigi, imprenditore, ndr), dove ha incontrato dei conoscenti di quest’ultimo con cui ha discusso la proposta per un grosso appalto pubblico da fare a Vieste e che comprende anche la costruzione della pista per un aeroporto». «Antonio – diceMonzini – c’era un impresario lì di Foggia, un signore abbastanza giovane, con due figli… avevano bisogno… la progettazione… c’era il finanziamrnto che dovrebbe procurare i soldi tramite una banca di giù… quaranta milioni di euro, cioè non due euro, perche c’è da costruire una pista d’aeroporto a Vieste». L’imprenditore aggiunge al presunto boss che «il Comune ha già le aree e quello che serve, però il Comune non ha un euro e allora si affida a dei bandi per vedere di trovare le sinergie per poter fare, sono tutte opere pubbliche, l’aeroportino da fare con una pista di due chilometri».
Inoltre, racconta che c’è anche un altro progetto: «C’è un grosso parcheggio in centro a Vieste, da fare interrato come quello che abbiamo noi, un po’ più piccolo di questo ma… abbastanza grande col mercato, le postazioni per il mercato fisso». Quei project financing (l’aeroporto da 28 milioni, il parcheggio e i mercati scoperti da 2,5 milioni ciascuno) non sono mai stati aggiudicati.

(Ivan Cimmarusti – La Gazzetta del Mezzogiorno)  

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[DELIBERA G.C. 97-2014 – AEROPORTO SPESE LEGALI] – [Delibera 2255 del 24.11.2009] – [BURP 13.01.2010 N. 7 – DEL G.R. N. 2255 del 24.11. 2009


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