The news is by your side.

Olio, cala di un terzo la produzione pugliese

14

A pesare sulla resa delle olive i parassiti e il maltempo

 

La produzione di olio pu­gliese si riduce di oltre un terzo per la campagna olearia 2014- 2015: Ma la contrazione pro­duttiva ha conseguenze inevi­tabili anche sulla resa naziona­le, dal momento che il 40%  del­l’«oro verde» italiano viene molito proprio in Puglia. Così, la produzione pugliese passa dalle 184 mila tonnellate della scorsa campagna olearia a 119 mila, mentre quella italiana scende da 463 mila a 302 mila tonnellate. Esattamente il 35% in meno sia in Puglia che a livello nazio­nale, con contrazioni anche più elevate (intorno al meno 45%) in regioni «blasonate» come la Toscana o 1’Umbria. Le stime produttive sono state realizzate da Ismea, con la collaborazione delle organizzazioni di produt­tori. A pesare sulla resa delle olive sono stati sia i parassiti (in par­ticolare la mosca dell’olivo) che il maltempo: La campagna ole­aria è cominciata in anticipo ri­spetto ai tempi soliti e; proprio in virtù delle scarse stime pro­duttive, anche il prezzo del­l’olio vecchio era salito alle stelle già a inizio ottobre. A fine mese, la quotazione media na­zionale era di 4,37 euro al chilo. L’unica consolazione per l’Ita­lia è rappresentata dai fatto che il primo produttore mondiale, la Spagna, ha registrato un di­mezzamento della produzione. Ma tra l’olio italiano e quello spagnolo c’è una differenza di 1,47euro di prezzo al chilo, mentre nel 2013 era di soli 0,43 euro. E almeno questo è un fatto positivo secondo il presiden­te nazionale dell’Unaprol, Da­vid Granieri, perché vuol dire che «il mercato chiede più qua­lità ed è disposto a pagare per ottenerla». In Puglia però è allarme. Le­gacoop, Confcooperative e­ Agci hanno scritto all’assessore regionale Fabrizio Nardoni, chiedendo di «allertare urgen­temente tutti gli organi prepo­sti ai controlli per una capillare verifica su questo allarmante fenomeno». La deputata pugliese Pd Co­lomba Mongiello – che è com­ponente della commissione Agricoltura e ha promosso la legge «salva olio» in vigore dal febbraio scorso – punta, inve­ce, sull’adozione del piano oli­vicolo nazionale dà parte del governo. «Questo prevede lo stanziamento di 90 milioni – ha spiegato – per la costituzio­ne di un fondo di rotazione, de­stinato a finanziare gli investi­menti per il risanamento tecni­co-colturale e varietale e la, riorganizzare della rete di com­mercializzazione».


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright