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Vieste, omicidio Nardella (6) – Stramacchia: “Sono stato io!”

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Mario Nardella e Silvio Stramacchia

Inchiodato dai tanti indizi contro di lui, Silvio Stramacchia ha confessato l’omicidio di Mario Nardella, deceduto con una coltellata nella serata dell’11 novembre in occasione della tentata rapina finita in tragedia. A riconoscerlo e, successivamente, a fermarlo sono stati gli agenti della Polizia di Stato casualmente presenti nelle immediate vicinanze del negozio di rivendita di bevande di proprietà della famiglia Nardella, luogo dell’omicidio. 

Stramacchia è stato riconosciuto anche per la sua andatura claudicante che lo contraddistingue. Dopo aver cercato di dimostrare la propria innocenza, attorno alle 3 del mattino il fermato ha ammesso le proprie responsabilità motivando il gesto come un tentativo di liberarsi dalla colluttazione col Nardella. Silvio Stramacchia è stato arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fiori e ceri davanti posti sul luogo del delitto

La vicenda ha scosso l’intera comunità viestana, strettasi attorno alla famiglia del giovane rimasto vittima di questa assurda vicenda. Sui social network rabbia e dolore sono tangibili nei messaggi pubblicati sulle bacheche dei suoi amici, ma anche di non lo conosceva ma che ha voluto comunque dedicargli un pensiero. A 24 ore dall’accaduto, davanti alla saracinesca chiusa del negozio, sono stati posizionati mazzi di fiori, ceri funebri e una maglia dell’Atletico Vieste, la locale squadra di calcio con cui collaborava facendo, tra le altre cose, da steward. 

La salma è stata sottoposta ad autopsia, in attesa di essere restituita ai familiari per poter svolgere i funerali, la cui data non è ancora stata fissata.


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