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Vieste, omicidio Nardella (8) – Stramacchia: “Sono stato io!”

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Il Questore: “L’ha colpito forse perché Nardella l’ha riconosciuto”. In cassa c’erano solo 30 euro, la vittima fu già rapinata due mesi fa.

 

C’è dolore per la morte di un uomo che difendeva il frutto del suo lavoro, che non può che far passare in secondo piano la soddisfazione investigativa di aver dato subito un nome ed un volto al presunto rapinatore-killer; ma c’è an­che la consapevolezza che la lotta al crimine non può essere delegata sol­tanto a forze dell’ordine e magistratura, serve una ribellione civile della società. C’è tutto questo nell’analisi del questore Piernicola Silvis nella conferenza stampa a Foggia per dar conto dell’arresto di Silvio Stramacchia quale presunto assassino di Mario Nardella, il commerciante accoltella­to martedì pomeriggio a Vieste nella propria rivendita di bibite durante un tentativo di rapina. «Stiamo adottando un modulo operativo che sta dando ot­timi frutti in termini di prevenzione» ha esordito il questore: «è chiaro che tutti vorremmo avere città più con­trollate, ma dobbiamo fare i conti con i mezzi a disposizione. E come Polizia abbiamo molto in termini di forze di­spiegate sul territori, tanto da poter dare rassicurazioni a tutta la popolazione» Foggia e molte zone della Capitanata «si confermano un territorio ad alta densità criminale, con una criminalità violenta» l’analisi del questore: «c’è il Gargano, la zona di Cerignola, Foggia, San  Severo con alti tassi di criminalità, diffusa. Il nostro è un territorio dif­ficile da controllare però la risposta investigativa-giudiziaria è ottima, e mi riferisco a forze dell’ordine e magistra­tura». Il questore ha parlato di «scommessa che dobbiamo vincere non solo noi tutori della legge ma soprattutto la cittadinanza. Perchè se tutta la popo­lazione fa emergere la propria coscien­za civile, la piaga della criminalità po­trà essere sconfitta. Noi ci siamo; credo che tutti si stiano accorgendo che le forze dell’ordine a Foggia e in provin­cia fanno tanto. L’omicidio di Nardella fa scalpore, ci intristisce moltissimo per la morte di una povera vittima, ma ci fa anche capire che nonostante ope­riamo in un territorio a forte vocazione criminale, l’azione di prevenzione sta dando i frutti». Quanto alle modalità dell’omicidio il questore ha detto che «non escludiamo che Stramacchia possa aver accoltellato Nardella perchè la vittima potreb­be averlo riconosciuto magari dal modo di parlare e/o di camminare. Certo la coltellata è stata inferta con violenza inaudita». Dalle indagini e dell’arresto ha parlato il primo dirigente Agostino De Paolis, uno dei migliori poliziotti di questa provincia (per anni diresse la squadra mobile) che da dicembre dirige·il commissa­riato di Manfredoma. «Decisiva è stata sia la collaborazione tra i vari reparti della polizia, e cioè agenti del com­missariato e colleghi della Polizia stradale di Vieste, sia la conoscenza del territorio viestano e dei gruppi cri­minali che vi operano» ha spiegato ai cronisti De Paolis, ponendo l’accento sul «riconoscimento immediato da parte degli agenti dell’autore dell’omi­cidio perchè nel darsi alla fuga si è sbarazzato del passamontagna: ne è seguito un inseguimento, il fuggitivo ha scavalcato un cancello, si è sbarazzato del coltello da macellaio intriso del san­gue della vittima ed è stato rintracciato in una seconda battuta nei minuti suc­cessivi alla rapina. Stramacchia, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e roga, si era sba­razzato dei vestiti macchiati di sangue. Quando gli agenti sono intervenuti nella rivendita di bibite hanno trovato il registratore di cassa aperto e intriso del sangue di Mario Nardella: la rapina avrebbe fruttato poche centinaia di eu­ro. Abbiamo recuperare l’arma del de­litto e il passamontagna; i vestiti spor­chi di sangue ha lanciati in un cas­sonetto; sotto la suola delle scarpe di Stramacchia erano ancora evidenti tracce ematiche riconducibili alla vittima. Nell’immediatezza dei fatti Stra­macchia ha detto di non spiegarsi il fermo perchè non aveva fatto nulla, ma era visibilmente agitato, poi ha fatto alcune ammissioni. A parte la vittima non c’era nessuno nella rivendita: non ci sono testimoni né telecamere della videosorveglianza. In cassa vi erano 300/400 euro, Nardella aveva peraltro già subito una rapina due mesi fa ad opera di due persone che portarono via poche centinaia di euro». Il dirigente della Polstrada Giovan­ni Piemontese ha posto l’accento sulla «perfetta collaborazione tra i vari re­parti della polizia, collaborazione che sta dando i frutti e che darà ulteriori risultati» .
 


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