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Carpino/ Olio d’oliva, crolla la produzione Ma il Parco tira fuori il «Paniere»

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Metodi e soluzioni per arginare gli aspetti negativi del sistema garganico.

 

Crolla la produzione di olio di oliva. Sulla base dei dati riportati dalla Oil World, è stato rilevato in Pu­glia, infatti, un calo produttivo del 20 %. Gli effetti del significativo calo di produzione dell’Oro Verde, anche nell’ area del Gargano, colpito da eventi meteo eccezionali, si fanno sentire sul mer­cato con un forte balzo dei prezzi. Pur­troppo, il rischio è che il mercato italiano-venga invaso da produzioni pro­venienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente che non sempre hanno gli stes­si requisiti qualitativi e di sicurezza. Per tutelare consumatori e produt­tori e non compromettere l’immagine dell’olio italiano sarebbe, oggi, più che mai; necessaria una forte azione di tu­tela del Made in Italy, per evitare venga spacciato come nostrano olio, invece, importato con la conseguenza di un indebolimento dell’immagine del no­stro mercato che, poco tempo fa, è stato riportato con fumetti illustrati sul New York, Times dal titolo "il suicidio dell’ olio italiano”. «L’olio è una dei nostri prodotti più importanti sul mercato nazionale ed internazionale ed è ancora una importantissima fonte di reddito per il nostro territorio. Purtroppo, assistiamo con sempre maggior frequenza ad azioni truffaldine di speculatori irresponsa­bili che sofisticano "l’oro verde" pre­giudicano il duro lavoro, di grande qua­lità e storiche tradizioni, di tanti bravi ed onesti agricoltori. È necessario, quindi, una maggiore e più incisiva azione del governo regionale e nazionale di tutela di questo importante set­tore. Ma non possiamo attendere oltre specie se il pericolo oramai diventa realtà. Allora investire sempre più sul­la certificazione e sulla qualità del-pro­dotto non è solo discutibile ma essen­ziale e vitale. Se la produzione dimi­nuisce, dobbiamo essere pronti a farla diventare sempre più attrattiva, per qualità e capacità di aggressione a mer­cati nuovi, diversi dai soliti conosciu­ti», afferma Stefano Pecorella, presi­dente del Parco del Gargano. «L’olio extra vergine di oliva certificato del Parco del Gargano va in questa direzione, è il risultato del rispetto di re­quisiti più restrittivi rispetto alla legislazione di base come l’agricoltura biologica e la Dop, e di dettagliate regole, procedure di produzione, trasfor­mazione e conservazione elaborate all’interno del nostro disciplinare di fìliera». «Il Sistema di rintracciabilità di fi­liera controllata – aggiunge il respon­sabile dell’area protetta – conforme alla norma internazionale UNI EN ISO 22005:8, relativo al Paniere dei Prodotti tipici del Parco Nazionale del Gargano, sarà in grado di garantire l’origine e la qualità dei prodotti tipici, in questo caso dell’olio, attraverso l’identificazione di tutti gli attori della filiera, con ruoli e responsabilità. Abbiamo creato ad hoc anche un sito (www.buonocomeilpar­co.it) per cui al consumatore finale ba­sterà inserire il codice indicato sulla bottiglia acquistata per individuare tutto il percorso del prodotto, dalla pianta alla tavola. Tutto per garantire e tutelare la qualità dell’olio extravergine di oliva prodotto nel territorio del Parco ed evitare le sofisticazioni ali­mentari. A volte non serve andare oltre oceano per individuare delle buone pra­tiche, siamo spesso ciechi verso chi in patria spende energie e professionalità per il bene del territorio». 


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