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Sanità, turn over per i direttori generali. La parola alla Regione

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Tempo di turn over per la sanità pugliese, riflettori puntati sui direttori generali: con i mandati in scadenza si impone all’attenzione il conto dei giorni di prorogatio imposti dal decreto 502.  In Capitanata  nessun cambiamento all’orizzonte, almeno per il momento. La legge prevede che il direttore generale uscente possa rimanere in carica per altri 60 giorni a partire dalla scadenza del mandato. Il che significa che se nell’ultimo scorcio di novembre terminano i mandati dei direttori generali di Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto, la Giunta regionale avrà tempo fino a fine dicembre per scegliere il percorso da intraprendere. Le strade sono due: nominare un commissario fino all’imminente scadenza elettorale, oppure procedere alle nomine vere e proprie facendo riferimento all’elenco dei dirigenti risultati idonei a ricoprire l’incarico. In questo caso il contratto avrebbe comunque durata di tre anni. In Capitanata lo scenario è diverso perché mentre il contratto del Direttore Generale della Asl, Attilio Manfrini, scadrà a marzo, quello di Tommaso Moretti, Direttore Generale degli Ospedali Riuniti, invece è scaduto da più di un anno e attualmente il suo è un ruolo di commissario ad interim. L’incarico resta così nelle mani dell’Ente di Via Capruzzi: se la Giunta regionale opterà per la linea dei commissari resterà al vertice degli Ospedali Riuniti fino alla prossima primavera, diversamente, se si procederà con le nomine, già a fine dicembre Moretti concluderà il suo incarico perché è già stato commissario e perché pensionato, come prescritto dalle clausole di quiescenza e incompatibilità.


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