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“C’è puzza di tangenti ad Apricena”

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La denuncia di Lino Terlizzi, segretario del PD. Lacci: “quello che sta accadendo e che è già accaduto da queste parti presenta l’assurdo”.

 

Ad Apricena si sente puzza di tangenti. Ne è convinto Lino Ter­lizzi, segretario del Partito Democratico della città del marmo e della pietra, che ha tenuto insieme agli altri consiglieri di opposizione, una conferenza stampa a Foggia per parlare "del­l’Antidemocratico", ovvero il sindaco Antonio Potenza: Alla base della protesta dei piddini apricenecsi c’è la mancata con­vocazione di un consiglio comunale da parte del presidente dell’assise per discutere di problemi di natura economica che attanagliano il Comune. "In spregio ad ogni regola democrati­ca, viene negato il diritto delle opposizioni di comunicare alla città le gravissime mancanze di natura economica e verosi­milmente anche penale. Da 20 giorni sono scaduti i termini per la convocazione del Consiglio Comunale, richiesto a gran vo­ce dalla lista DemocraticaMente, nel quale avremmo discus­so l’antieconomicità della riscossione tributi, un peso che gra­verà ulteriormente sui cittadini, oltre le aliquote già elevate al massimo. Tutto tace. Stiamo vivendo un clima che non ci permette di fare opposizione. Il segretario comunale emana una circolare ai dipendenti, ai quali vieta di dare documentazione diretta ai consiglieri, pena sanzioni. Oltre ciò c’è lui, il vero ge­store di questa amministrazione, il dottor Donato Petrosino, che stando alle leggi recenti, in quanto dipendente in pensio­ne, non può percepire soldi dalla città di Apricena, un ulterio­re spreco della cosiddetta Amministrazione Potenza, che appena avviata ha già troppi capi e nessun amministratore. Ab­biamo portato all’attenzione del Prefetto di Foggia questi temi, ottenendo l’ascolto e l’attenzione che merita la richiesta di rispetto delle regole democratiche all’interno di un’istituzione", ha esordito Michele Lacci, leader della forza di opposizio­ne in consiglio comunale, che ha poi proseguito: "Quello che sta accadendo e che è già accaduto ad Apricena rasenta l’as­surdo. Dove sì è mai visto un segretario comunale che quasi obbliga i dipendenti del Comune a non fornire documenti ai consiglieri di opposizione che, invece, come lo statuto stabilisce, hanno diritto ad averli? È inaccettabile quello che sta ac­cadendo e che è accaduto, e noi abbiamo il diritto di chiedere la convocazione di un consiglio comunale, di avere i docu­menti pubblici e di parlare ai nostri cittadini". Il tema princi­pale della polemica riguarda la gestione del servizio di riscos­sione tributi, affidato dalla prima amministrazione Potenza alla Andreani Tributi srl- che ha Vinto la gara d’appalto sul­l’Aipa ma che non convince l’opposizione. A dire il vero, non convinceva nemmeno Daniela Aponte, commissaria prefet­tizia, che ha sospeso la gestione in autotutela. "Il Comune ha anche indagato sull’affaire Andreani con una commissione d’inchiesta interna di cui dispone l’ente" ha spiegato invece Concetta Zecchino, ripercorrendo la storia del bando fino ad oggi, quando "con una determina l’ amministrazione Potenza tra l’altro a pochi giorni dal giudizio del Tribunale Ammini­strativo Regionale, la Andreani Tributi è tornata ad operare nel nostro Comune. Oltre tutto, gli esporsi che dovrà sostenere il Comune sono piuttosto notevoli". Ma ad andare giù pesante contro Potenza e Petrosino è Lino Terlizzi, segretario del Pd, che attacca: "Ad Apricena c’ è una strana puzza di tangenti: Non ho paura a ribadirlo, questo è un vero e proprio affare. Come mai il Comune di Apricena aveva bisogno di un dipendente come Petrosino? Tra l’altro, è anche indagato in più cause; non era meglio una persona che rappresentasse la trasparenza?" La Andreani e Petrosino, inoltre, pare viaggino di pari passo. "Petrosino era a Rodi, e lì c’era la Andreani. Petrosino va a Termoli, e arriva la Andreani. Non è un caso che appena Petrosi­no sia arrivato ad Apricena, sia stata riammessa ad operare an­che la ditta di riscossione tributi di Macerata". Insomma, nel­l’ affaire riscossione tributi, Lino Terlizzi ci vede del marcio ma non solo in questo. È proprio Petrosino e la sua modalità di as­sunzione che non vanno giù all’attuale segretario del Pd della città del marmo e della pietra. "Secondo la legge" continua Ter­lizzi "Petrosino non può percepire stipendio, invece prende al mese 3.045 euro lordi. Se questa è legalità e trasparenza … " Lacci e i suoi tengono il fiato sul collo all’amministrazione Po­tenza. Chissà se dopo la conferenza stampa di ieri mattina in via Taranto, verrà finalmente convocato il consiglio comuna­le per discutere dell’ affaire Andreani o se la maggioranza vorrà ancora prendere tempo.

Giuseppe F. Ciccomascolo
L’Attacco


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