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Crisi occupazionale in puglia: le lacrime di coccodrillo!

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Cgil, Cisl e Uil, si accorgono con stupore che anche in Puglia, è in corso una grave crisi occupazionale … forse non avevano notato le tante aziende in crisi, a cui non sono state date risposte concrete e/o l’aumento di ore di cassa integrazione.

 

Una crisi sistemica che riguarda tutti i comparti lavorativi dall’agricoltura alla sanità. Ci sorge spontanea, quindi, una domanda, per questi sindacati “Davvero ci sono voluti tanti anni per capire la portata reale della crisi in atto?”… Hitachi di Lecce, Agile Eutelia, OM Carrelli, BFM, Natuzzi e la stessa Ilva di Taranto oltre alle tante micro vertenze, il cui l’elenco potrebbe continuare a lungo (solo per citarne alcune: Lavoratori socialmente utili in capo ai comuni pugliesi, i Lavoratori delle pulizie delle scuole e le tante aziende in crisi dell’indotto ILVA). Roboanti sono le parole nei convegni o nei comunicati per chiedere tavoli e tavolini, cabine di regia ecc, e fanno finta di accusare la Regione Puglia di immobilismo. A noi risulta un’ altra storia … Nella Giunta Regionale, siedono stabilmente, e con un ruolo non di secondo piano, assessori che provengono direttamente dalle strutture sindacali ed in particolare negli assessorati chiave come quello della Sanità (targato CISL) e del Lavoro (targato CGIL), tanto centrali ai temi di cui stiamo trattando. Ci chiediamo se anche questi sindacati che, oggi scoprono "di essere all’opposizione", non siano stati complici delle fallimentari politiche nazionali e regionali. La storia dimostra che, in questi anni, non si è fatto altro che mediare al ribasso con la parte padronale assumendo solo ed esclusivamente il ruolo di erogatore di ammortizzatori sociali e proponendo finanziamenti a imprese decotte. Ci chiediamo, ancora, e lo chiediamo, in primis, all’Assessore al Lavoro di citarci una vertenza aziendale chiusa positivamente per i Lavoratori che abbia salvato reali posti di lavoro; quanti finanziamenti sono stati erogati alle imprese che spesso non hanno onorato gli impegni occupazionali assunti e come vengono utilizzati, o spesso male utilizzati, i fondi europei che ben potrebbero creare nuova occupazione e sviluppo. A pochi mesi dalla scioglimento del Consiglio Regionale e, praticamente, in piena campagna elettorale, scoprirsi oppositori è troppo facile. E’ necessario comprendere le ragioni di questo lungo silenzio! Sono stati dieci anni dove c’erano tutte le condizioni per cambiare realmente strada, anche in Puglia! Come USB abbiamo proposto e concretizzato, l’internalizzazione dei servizi nella Sanità, dando certezza e futuro a migliaia di Lavoratori pugliesi. Noi dell’USB, continuiamo a sostenere che sia necessario un cambio di rotta che salvaguardi i servizi pubblici, i diritti dei Lavoratori, l’occupazione, che si ambientalizzi e nazionalizzi l’ILVA, così come si stabilizzino tutti i Lavoratori precari, a partire da quelli della Sanità!

p.USB L.P. Puglia
Pierpaolo Corallo
 


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