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Foggia/ E’ tornata a riunirsi l´associazione antiracket

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Tano Grasso: "La violenza è la risposta di una criminalità debole".

 

All’indomani dell’attentato dinamitardo perpetrato ai danni del negozio di carta da parati e tessuti “Romano”, è tornata a riunirsi l’associazione antiracket “Giovanni Panunzio”. Accanto al presidente Cristina Cucci ci sono il presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca, Vittoria Vecera, presidente dell’antiracket di Vieste, Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione “Buon Samaritano” e Tano Grasso, presidente della Federazione Antiracket Italiana. Ed è proprio lui a  rinnovare il messaggio di positività per la città di Foggia. “Quello messo in atto ieri – ha sottolineato – è vero e proprio marketing criminale”. Nell’analisi del presidente della Fai, chi ha compiuto il gesto si è rivolto al singolo per parlare a molti. “L’uso della violenza è inversamente proporzionale alla percezione della forza da parte di un’organizzazione criminale. Più l’organizzazione si sente forte meno usa la violenza”. Qui a Foggia – ha spiegato Grasso – le forze dell’ordine hanno compiuto iniziative efficaci ed incisive e, insieme alle istituzioni, stanno aggredendo seriamente la criminalità foggiana. La criminalità locale sta diventando oggetto di attenzione mediatica e istituzionale a livello nazionale e si sta innescando un meccanismo di cambiamento. L’istituzione dell’antiracket è il segnale che la locale sfiducia nei confronti delle istituzioni sta cambiando di segno e la collettività sta trovando una nuova risposta al fenomeno estorsivo. Questo il senso del discorso di Tano Grasso che ha ancora una volta sottolineato quanto sia importante denunciare, “prendere una posizione netta – ha precisato – conviene sempre. L’episodio di ieri riguarda tutta la città, sia che ci sia un movente complesso legato alla reazione forte di istituzioni e società, sia che si atti di marketing criminale. Nessuno potrà più avvertire il senso di solitudine che porta con sè debolezza e paura. Qualunque altro episodio riceverà una risposta ancora più forte”. Sull’importanza della denuncia è intervenuto anche Fabio Porreca che ha dichiarato: “L’atto della denuncia è difficile, proprio per questo è importante il consenso e il supporto della collettività. Spero che questi stimoli possano produrre risultati perché solo con la denuncia si può stroncare il fenomeno estorsivo”. Anche Pippo Cavaliere ha messo in luce come Foggia stia cambiando: “l’episodio di ieri ne è la prova poiché costituisce una reazione”. Anche sul fronte dell’usura stanno aumentando le denunce, a breve potremo raccogliere i primi frutti. Noi come fondazione abbiamo favorito 20 procedimenti penali, di questi 12 si sono già conclusi, i malviventi sono stati assicurati alla giustizia e non è stata attuata nei confronti di chi ha denunciato alcuna forma di ritorsione”. “La nostra fondazione – ha annunciato –  è pronta a offrire un aiuto economico alla famiglia Romano. Anche Cristina Cucci è tornata a ribadire il suo messaggio: “Noi ci siamo, abbiamo un numero di telefono, vogliamo che l’associazione antiracket sia uno strumento a favore della legalità. Pagare vuol dire perdere la libertà, ora c’è la possibilità di scegliere”. 


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