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Reporter dell Tua Città/ Comitato Commercianti: “TARI anno 2014: un atto di macelleria sociale”

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Trucidate le attività commerciali e omaggi agli alberghi & villaggi turistici".

 

Dalla mera lettura della delibera di consiglio comunale n. 21 del 03.09.2014, con la quale sono state approvate le tariffe TARI per l’anno 2014, scoprirete che a Vieste i nuovi ricchi sono i titolari di ristoranti, bar e pizzerie al taglio, oltre alle famiglie numerose, (poco importa se e chi effettivamente dimora nella casa di residenza, come ad esempio molti giovani che solo anagraficamente vivono a Vieste, ma nella realtà, per motivi di studio o di lavoro soggiornano stabilmente fuori Vieste) mentre, viceversa, i nuovi poveri sono i titolari di alberghi, villaggi turistici, ipermercati.
Poi esistono le zone franche, ossia quelli che nemmeno sono stati rilevati nelle tariffe comunali,ovvero, gli sconosciuti all’anagrafe tributaria nonostante esistono e producono rifiuti, come gli approdi turistici, le darsene e i porti turistici. (In materia vi è una copiosa giurisprudenza di merito che riconosce agli stessi, non solo il pagamento della tassa rifiuti ma anche l’accatastamento dei posti barca, con il pagamento della relativa tassa).

Qualche esempio:
i nuovi ricchi:
– pizzeria al taglio – ortofrutta – pescheria- fiori e piante: euro 17,25 per mq.
– ristoranti- trattorie – osterie – pizzerie – pub: euro 13,27 per mq.
– bar – caffè – pasticceria: euro 9,97 per mq.

i nuovi poveri:
– campeggi: euro 2,46 per mq.
– alberghi con ristoranti: 3,95 per mq.
– strutture ricettive con ristorante: 3,95 per mq.
– alberghi senza ristoranti: 3,32 per mq.
– stabilimenti balneari: 1,38 per mq. (con o senza ristorante- bar chi se ne frega!)
– ipermercati: 6,44 per mq.

Queste vergognose tariffe approvate dall’Amministrazione Comunale di Vieste hanno prodotto le seguenti conseguenze, vale a dire, dimezzate le tariffe tares, rispetto all’anno precedente, agli imprenditori turistici (alberghi &villaggi) e raddoppiate ai commercianti e ristoratori viestani.
Ovviamente, confermata come i decorsi anni, la zona franca per gli approdi turistici, le darsene e i porti turistici. (eppur sono ormeggiate migliaia di barche)
In questo contesto, grazie alle nostre contestazioni, non è ancora arrivata la tares, ossia, la tassa rifiuti sugli spazi pubblici autorizzati, evidentemente, almeno si spera, l’Amministrazione Comunale di Vieste abbia preso atto delle nostre ragioni, quando abbiamo sostenuto l’illegittimità della stessa, in quanto comprensiva della cosap.

È bene chiarire che sul piano tecnico – giuridico nessuna differenza esiste tra l’impresa di bar – ristorazione-pizzeria e quella turistico –ricettiva – alberghiera, entrambe operative a Vieste solo nel periodo estivo, quindi è di tutta evidenza, per non sostenere altro, una faziosa e pericolosa disparità di trattamento attuata dall’Amministrazione Comunale di Vieste verso chi lavora, produce reddito e occupazione.

A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca, diceva il noto Giulio Andreotti, vuoi vedere che questo trattamento assurdo e intollerabile riservato ai commercianti viestani deriva dal fatto che alcuni “illustri amministratori” direttamente o con i loro famigliari stretti (genitori, fratelli e sorelle o coniugi) siano titolari di strutture ricettive operanti nel nostro Comune!?!
Il risultato di questa “politica” scellerata è quella di far gravare il peso della tassa sulle famiglie, peggio ancora quelle numerose, e sulle imprese di serie B, vale a dire, ristoranti, bar, pizzerie e attività commerciali e contestualmente dispensare ed agevolare i soliti “furbetti del quartierino”, vale a dire, i titolari delle imprese di serie A, alberghi, villaggi turistici, campeggi e ipermercati.
Credo sia necessario reagire con forza e determinazione a questo ennesimo esempio di mal governo della cosa pubblica e di tutele senza vergogna degli interessi personali e degli amici.
La città non è cosa loro!                                                                                         

 

Saverio Prencipe         


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