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Reporter della Tua Città/ Tariffe TARI Vieste: si faccia chiarezza, non chiacchiere!

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Le abnormi tariffe TARI, applicate dall’Amministrazione Comunale di Vieste, alle utenze domestiche (famiglie Viestane) sono state prodotte da una errata (per non voler  sostenere altro) ripartizione del costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti urbani, determinato e stabilito nella delibera del Consiglio Comunale n. 21 del 03.09.2014. Infatti, nella citata delibera, dato atto che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti costa ai cittadini Viestani un importo pari a circa euro 5.000.000,00 (cinque milioni), il peso del detto costo è stato determinato per il 45%, pari ad euro 2,250.000,00 a carico delle utenze domestiche (famiglie) e per il 55%, pari ad euro 2.750.000,00 a carico delle utenze non domestiche (attività ricettive e commerciali).

La ripartizione del citato costo, stando a quanto sostenuto nella seduta di Consiglio Comunale del 03 settembre 2014 dal Consigliere Mauro Clemente,  è assolutamente aleatoria; infatti, lo stesso,  nell’intervento, dichiara testualmente: “Per quanto riguarda la ripartizione del costo tra utenze domestiche e utenze non domestiche manca nel piano una motivazione documentata”.

Di fatto, quella immotivata ripartizione del costo del servizio, ha generato aumenti sproporzionati a carico delle famiglie e incredibili riduzioni a carico delle strutture ricettive.

Mi chiedo: può una Pubblica amministrazione stabilire un’equa ripartizione del costo di una tassa senza delle opportune motivazioni oggettive?

Viceversa, la giusta ripartizione del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti doveva, ad avviso di chi scrive,  obbligatoriamente tener conto di un elemento oggettivo, ossia, i dati di produzione e conferimento dei rifiuti prodotti negli anni passati, dati pure forniti e comunicati dall’ufficio comunale competente alla Giunta Municipale ed allegati alla citata delibera alla pag. 4.

La mera lettura dei dati di produzione dei rifiuti, relativi agli anni 2010/2011/2012 e 2013, in assoluta aderenza con i passati anni, indicano che, rispetto ad una media annuale (rifiuti prodotti dai Viestani) che si attesta intorno al 35,% sul totale delle tonnellate di rifiuti conferiti, si ha che nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre di ciascun anno, la produzione e lo smaltimento rappresentano un deciso incremento su base annuale calcolato in una media del 65% circa. (Rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche).

Tanto premesso, la equa ripartizione del costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, sulla base dei dati appena riferiti e ben conosciuti alla Giunta Municipale, DOVEVA essere ripartita  nella misura del 35% a carico delle utenze domestiche (famiglie) e nel 65% a carico delle utenze non domestiche.

La retta applicazione della sopra riferita distribuzione del costo dei rifiuti, ancorata, come detto, ad elementi oggettivi – pesate dei rifiuti conferiti negli anni -, avrebbe prodotto un consistente risparmio per le famiglie Viestane pari ad euro 500.000,00 (cinquecentomila/00).

Inoltre, anche la sconsiderata applicazione dei coefficienti minimi, applicati a tutti indistintamente, ha comportato, sempre a giudizio di chi scrive, un grave squilibrio nella successiva e concreta formazione delle tariffe Tari a discapito delle famiglie.

Se avessero applicato i coefficienti medi, anziché minimi, alle strutture turistico ricettive che hanno maggiormente beneficiato della nuova imposizione, rispetto alle previgenti tariffe ex TARSU, e, ad altre categorie quali, banche, istituti di credito, ipermercati, ecc., avrebbero ottenuto un significativo incremento del gettito, che inevitabilmente doveva essere vincolato e  destinato a specifiche riduzioni di soggetti deboli, sulla base di documentate condizioni soggettive, esempio: pensionati, disoccupati, famiglie numerose, famiglie con anziani e/o soggetti diversamente abili, ecc.

Quali possibili soluzioni:

1 – l’auspicio è che l’Amministrazione Comunale si ravveda e modifichi le percentuali di carico fiscale, come già riferito, erroneamente suddiviso nel 45% a carico delle  utenze domestiche (famiglie) e nel 55% a carico delle utenze non domestiche (attività turistiche);
2 –  verificare e concordare, con dei professionisti, la fondatezza di una eventuale impugnativa, nelle competenti sedi, degli atti comunali che hanno determinato le imparziali tariffe tari anno 2014.

Saverio Prencipe


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