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Foggia/ Questione Gino Lisa, è la Regione a remare contro

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Il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini, ieri a Palazzo di città ha sciolto tutti i dubbi del sindaco Landella.

 

L’esclusione dell’aeroporto Gino Lisa dal piano nazionale degli scali non ha prodotto alcuna reazione da parte della Regione Puglia: «Nessun atto è stato prodotto per supportare dal punto di vista tecnico la richiesta di inserimento del Gino Lisa nel piano nazionale» ha sostenuto il sottosegretario ai Trasporti, Riccardo Nencini, nel corso di un incontro al Comune di Foggia. «La questione dell’aeroporto foggiano è la più controversa – ha spiegato Nencini –. Nell’incontro avuto due mesi fa al ministero con il sindaco e il presidente della Camera di commercio avevo detto di trovare un punto di equilibrio con la Regione per supportare la proposta di inserimento. Nulla è stato fatto».
Parole che pesano come macigni quelle dell’esponente del governo Renzi. «Oggi ci è stato confermato che la Regione Puglia non ha ancora chiesto in modo ufficiale l’inserimento dell’aeroporto Gino Lisa tra gli scali di interesse nazionale. Evidentemente al presidente Nichi Vendola ed ai vertici del governo regionale il destino dello scalo aeroportuale della Capitanata non interessa, così come non interessano le ragioni espresse e rappresentate dagli amministratori del territorio» ha sottolineato il sindaco, Franco Landella. Ma il piano non è definitivo: «Spero che ci sia ancora il tempo per assumere qualsiasi altra iniziativa per il Gino Lisa prima che tutto sia definitivo – ha detto Nencini -. In conferenza Stato-Regione il piano può essere modificato, ma per lo scalo foggiano ci deve essere un punto di inizio». Ovvero può essere cambiato da chi è interessato a farlo, la proposta deve partire dalla Regione.
Nencini ha anche annunciato, con riferimento alla realizzazione del secondo casello autostradale di Foggia i cui lavori non sono ancora partiti, che il 3 dicembre a Roma ci sarà un incontro con la società Autostrade e che tra i progetti sui quali si farà il punto c’è anche quello foggiano. Infine l’altro grande tema sul quale fino ad oggi si è giocata una partita ambigua. Ovvero l’alta capacità ferroviaria. Nencini di fatto ha confermato i dubbi più volte sollevati sulla possibilità che la stazione di Foggia possa essere bypassata. Il così detto baffo ferroviario: «Il baffo sarà utilizzato anche per il traffico passeggeri – ha dichiarato – questo non significa che Foggia sarà bypassata. Rete Italia e Ferrovie dello stato mi riferiscono che a Foggia si opererà come a Firenze. Un numero di convogli entrerà in città, un altro bypasserà la stazione». A settembre la questione dell’investimento per l’alta capacità e l’alta velocità ferroviaria sul tragitto Puglia-Napoli e Puglia-Roma era stato ripreso anche dal sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto che aveva con una nota rassicurato i foggiani: «Non esiste allo stato alcuna ipotesi di smistamento del traffico ferroviario in una stazione alternativa a quella attuale di Foggia. La comunità foggiana può quindi guardare con il massimo favore alla realizzazione di questa fondamentale infrastruttura». La polemica era esplosa dopo le dichiarazioni dell’amministratore di Ferrovie dello Stato, Michele Elia che nella prima sua intervista al Corriere del Mezzogiorno non aveva escluso l’ipotesi che la stazione di Foggia fosse bypassata per alcune corse per l’Alta Velocità. Oggi Nencini a Palazzo di città ha di fatto confermato questa ipotesi. Potrebbero esserci alcuni treni solo Bari-Roma. 


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