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Gargano-Dauni tra storia e sport

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Una competizione come la Running Week come pretesto per presentare trenta sentieri completamente rimessi in ordine, in una natura tutta da scoprire.

 

Correre tra i sentieri di uno dei gioielli della Puglia, da monte Saraceno a picco sul mare alla spiaggia di Mattinata, è una esperienza che attira sempre più  turisti stranieri amanti del running. Il Gargano ormai si sta fortemente affermando come destinazione per gli amanti dello sport in natura, come ha già dimostrato la Gargano Running Week che è riuscito ad attirare a Mattinata runners  provenienti da ben dodici paesi europei (oltre che da mezza Italia).

Perché la Puglia ha voluto organizzare il più grande evento di running e trail running in Italia? Per mettere in piedi una delle mille corse  che fioriscono oramai in Italia? No. La particolarità della GRW (Gargano Running Week) esprime intelligenza e amore per la propria terra. Le gare di resistenza da 75 e da 34 km per gli adulti, e da duecento a 2000 metri per i bambini non sono state concepite come un evento temporaneo ma come una occasione per lasciare un segno permanente: realizzare una trentina di nuovi sentieri mappati e godibili tutto l’anno. Erano percorsi abbandonati, impraticabili. Oggi sono percorsi che attirano turisti e che dimostrano come, in Puglia, i Comuni, il Parco Nazionale del Gargano, gli operatori turistici, le associazioni ed i volontari stanno lavorando tutti insieme per sviluppare sempre più il Gargano come destinazione sportiva.

Non a caso la  GRW organizzata da Soul Runnig è stata inserita nel cartellone dei grandi eventi sostenuti dalla Regione Puglia ed è uno dei fiori all’occhiello di Pugliapromozione, culla della rinascita turistica della regione.  A dimostrare come puntare allo sport può significare puntare non all’evento temporaneo ma alla permanenza dei sui effetti eco sostenibili. Oggi, dopo la pulizia dei tratturi effettuata per organizzare la gara, si sta lavorando ancora per far si che sui trenta sentieri, oltre al running si possa praticare anche il trekking, il nordic walking e la mountain bike. Per facilitare questo fiorire di sport, sta per iniziare un lavoro di perfezionamento dei sentieri che durerà tutto l’inverno, "anche attraverso l’inserimento di paline – dicono gli organizzatori di Soul Running – all’inizio dei sentieri, per indicarne lunghezza, difficoltà, durata e modi possibili di attraversamento. Inoltre questi stessi sentieri verranno segnati con la numerazione ufficiale del CAI, così da diventare fruibili per un’esperienza sportiva, amatoriale e turistica. Queste informazioni saranno poi inserite in vere e proprie guide turistiche che saranno presto disponibili in versione cartacea e scaricabili online".  Intanto è già in programma per il post gara dell’anno prossimo la mappatura di nuovi sentieri, che saranno poi resi disponibili per il 2016. E’la Puglia che corre, nella natura, confermandosi capitale turistica del sud Italia. 

Altra meta sportiva che sta andando di gran moda in questo momento sono i Monti Dauni, il regno delle orchidee selvatiche, del profumato sambuco e delle ginestre gialle. Un lembo di Appennino che scivola  in  Puglia, quasi sul confine della Campania e del Molise, come una terrazza naturale, affacciandosi  su un ampio panorama che abbraccia il Tavoliere e si estende, quando il cielo è limpido, fino al Golfo di Manfredonia. Un’altra destinazione per chi vuole fare sport all’aria pura, trekking, in bici o a cavallo,  trovare un’atmosfera romantica,  scoprire luoghi dove la vita scorre lenta, dormire bene e spendere poco. Ma anche per trovare tracce, a volte delicate, a volte molto forti, di un passato fatto di castelli, cattedrali e borghi con antiche storie e leggende che raccontano di Annibale e dei romani, di battaglie e di duelli, dei templari e dei provenzali, di streghe e di briganti. Il nome deriva dall’antico popolo dei Dauni, una civiltà nata dal mescolarsi di popolazioni indigene con gli Iapigini, di origine illirica (attuale Albania), migrati qui verso la fine del secondo millennio avanti Cristo.

Anna Maria De Luca
Repubblica


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