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Vico/ La Teknoservice licenzia tutti i dipendenti

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Alla base di tutto ciò c’è un continuo mancato rispetto degli oneri contrattuali da parte del Comune, reo a dire della società Piemontese, di non aver mai collaborato fattivamente con la stessa.

 

La Teknoservice licenzia tutti i dipendenti della net­tezza urbana di Vico del Gargano. La notizia si è ab­battuta come un fulmine a ciel sereno sui netturbini vichesi, che hanno appreso svio quattro giorni fa che potranno lavorare solo fino a1 15 dicembre, dopodiché dovranno trovarsi un altro impiego. Con una lettera di preavviso di fine rapporto, la società di Passi asco – in provincia di Torino – annuncia la tragica novità in arrivo per i dipendenti. Il motivo? La Teknoservice non ne può più dei continui problemi che sono in esse­re tra la stessa società e il Comune di Vico, e così, se l’amministrazione comu­nale guidata da Michele Se­mentino non dovesse tro­vare una soluzione alle ri­chieste della ditta piemon­tese, i dipendenti saranno tutti licenziati. Nel docu­mento inviato ai lavoratori, breve e conciso. si legge: HA seguito della diffida ad adempiere in evasa ad oggi da parte del Comune di Vi­co del Gargano si informa che in data 16/12/2014 la Teknoservice non sarà più responsabile del servizio di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani presso il succitato comune. Pertanto, comunichiamo che il no­stro rapporto di lavoro si concluderà il J5/12/2014". Una doccia gelata per i di­pendenti, ma cosa c’è die­tro la scelta della società di Nicola Benedetto? In una -­lunga lettera indirizzata al primo cittadino del borgo garganico, a firma dello stesso presidente del Con­siglio di Amministrazione della Teknoservice, si elen­cano alcuni passaggi che hanno portato la società di Possiasco a prendere que­sta brusca decisione. Alla base di tutto c’è un conti­nuo mancato rispetto degli oneri contrattuali da parte del Comune, reo, a dire del­la società piemontese, di non aver mai collaborato fattivamente con la stessa non avendo mai fornito uno spazio idoneo al deposito temporaneo dei rifiuti solidi urbani – nella lettera viene chiamato "ecocen­tro" -, così come invece – previsto dal contratto d’ap­palto. Dopo diverse solleci­tazioni da parte della socie­tà al Comune vichese, la Teknoservìce decideva di conferire momentanea­mente i rifiuti in un terreno in località Fontanelle, sem­pre a Vico. Ma, come anche raccontato – a settembre la Guardia di Fi­nanza poneva sotto seque­stro il sito contestando – giustamente – alla Tekno­service la mancanza di autorizzazione per la gestione dei rifiuti. Il Comune ancora non si decide a dare un terreno in cui la Teknoser­vice avrebbe dovuto co­struire "l’ecocentro", così la società decide di deposita­re i rifiuti in un’ altra area del paese, adoperando una se­rie di operazioni non pro­prio facili da eseguire: in­fatti, non avendo uno spa­zio idoneo a disposizione, i rifiuti venivano spostati dai camion piccoli in quello di grosse dimensioni, ma no­nostante ciò, la Polizia Mu­nicipale elevava ben quin­dici contravvenzioni alla società di Possiasco (che parlerà poi nella lettera di "accanimento delle Forze dell’Ordine"). Insomma, sequestrato il primo terre­no in cui venivano conferiti i rifiuti; per la Teknoservice – o meglio, per le Forze del­l’Ordine locali -,era impos­sibile anche trasferire i ri­fiuti da mezzi piccoli a quelli più grandi; nel frat­tempo il Comune – in qua­si due anni – non riusciva a trovare una zona in cui co­struire il tanto richiesto "eco centro". Quindi. con multe salate da pagare, con un’amministrazione inca­pace di dare risposte rapi­de, con i cittadini che, sempre stando a quanto scrive la società – lasciava­no le buste d’immondizia un po’ ovunque nel borgo, la società si è vista costretta a chiedere al sindaco di adempiere a quanto scritto nel contratto. "Laddove persista (questa) situazio­ne, la Teknoservice si vedrà costretta a sospendere l’esecuzione del servizio di igiene urbana a far dal 16/12/2014 e a richiedere successivamente il risarcimento di tutti i danni patiti a causa dell’inadempimento co­munale perpetrato". In­somma, i tempi si fanno an­cora più cupi per il primo cittadino garganico, che ha già a che fare con una citta­dinanza in rivolta e che og­gi deve gestire anche una situazione che metterebbe a repentaglio la situazione lavorativa di una decina di padri di famiglia.

G.F. Ciccomascolo
L’Attacco


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