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Vico/ La Teknoservice fa la vittima ma nel Gargano da Peschici a Lesina ha tutti contro

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L’Amministrazione vichese risponde alle accuse della ditta di Possiasco e rincara la dose: “facciamo prima a contare le inadempienze contrattuali….”

 

A momenti passava l’imma­gine di una società che, a fronte di enormi sacrifici, non otteneva quanto le era dovuto dai Comuni del Gar­gano in cui lavorava. La Tek­noservice, licenziando tutti i dipendenti vichesi, chieden­do 2,2 milioni di euro al Co­mune di Peschici, mostrando le immagini di camion in fiamme a San Nicandro, ac­cusava le amministrazioni di scarsa collaborazione. Ecco però, che arriva la repli­ca secca dell’ amministrazio­ne di Vico, che con l’assesso­re con delega al Fontenzioso, Lello Sciscio, risponde per le rime ai paventati licenzia­menti annunciati dalla ditta di Nicola Benedetto di Pos­siasco: "E’ appena il caso di ricordare" spiega Sciscio "che il licenziamento dei dipen­denti è un atto dovuto e previ­sto nello stesso contratto d’appalto. Ma questo non si­gnifica che i dipendenti dal 15 dicembre saranno senza stipendio, assolutamente. Si­gnifica che passeranno con altro contratto alle dipen­denze della nuova società che gestirà il servizio di rac­colta rifiuti in sostituzione di quella uscente, senza solu­zione di continuità ed inter­ruzione di sorta. In secondo luogo dubito che la Teknoser­vice possa abbandonare il servizio di raccolta rifiuti a far data dal 15 dicembre, a meno­ che il legale rappresentante (Mario Follieri, ndr) non vo­glia essere denunciato per interruzione di servizio pub­blico essenziale, come previ­sto dall’art.8 del medesimo contratto. Tale evenienza potrà verificarsi solo quando la pubblica amministrazione sarà in grado di sostituirla con un’ altra ditta". In merito ai presunti ina­dempimenti del Comune, la Teknoservice è arrivata se­conda in questa decisione, avendo l’amministrazione già assunto la determinazione di risolvere il contratto per inadempimento della ditta, con contestuale richiesta di risarcimento dei danni, su indicazione anche dell’as­sessore Silvio Matano dele­gato. all’ ambiente, con atto deliberativo di giunta comunale del febbraio 2014". Sciscio risponde anche in merito alla mancata realizzazione del Centro di Raccolta. "Il contratto d’appalto ed il capitolato speciale d’appalto, non prevedono alcun obbli­go a carico dell’ente comuna­le per la realizzazione della sede logistica: al contrario, l’art.28 del Csa stabilisce a ca­rico dell’impresa appaltatri­ce l’obbligo di dotarsi di ido­nea sede logistica localizzata all’interno del territorio co­munale, possibilmente al­l’interno del centro di raccol­ta. Con delibera del 2 marzo 2012 viene individuata sia l’area da adibire a CCR; sia l’effettiva messa a disposizio­ne della medesima." In più, anche l’architetto Troso, da capo dell’Utc vichese solle­citò la ditta a costruire l’eco­centro, avendo già individuato l’area comunale. Sciscio, inoltre, torna anche sull’ affaire sequestro del sito di località Fontanelle: "Il se­questro operato dalla GdF è stato causato dal mancato ri­spetto di tutte le norme igie­nico sanitarie ed ambientali, posto in essere dalla ditta. Nessuna ordinanza sindaca­le potrà mai essere emanata a sostegno di un comportamento tanto illecito da essere sanzionato con un sequestro giudiziario", E conclude: "In definitiva se dovessimo cer­care le inadempienze del contratto d’appalto – in cui è incorsa la Teknoservtce fa­remmo prima a ricercare le adempienze, di – gran lunga inferiori se non inesistenti. Ma di questo ne risponderà dinanzi. alla magistratura competente: avendo, l’am­ministrazione comunale, dato mandato ad un legale per agire in danno della stessa. È proprio il caso di dire al dan­no si vorrebbe aggiungere la beffa". Negli altri due centri ove ope­ra la ditta piemontese, dipen­denti e amministratori non se la passano poi tanto meglio. A Lesina un dipendente­che per ovvie ragioni preferisce restare anonimo – ci rac­conta "che da giorni stiamo lavorando con la corrente che viene e va, e poi dobbia­mo sempre litigare coi colleghi degli altri Comuni per i mezzi, che sono pochi ma che dobbiamo utilizzare tutti". A San Nicandro, invece, l’amministrazione continua "a comminare ammende alla ditta, in genere pari a dieci­mila euro, per le inadem­pienze e i disagi che causa al­la Cittadinanza". Davvero la Teknoservice voleva passare per vittima ?

G.F. Ciccomascolo


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