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Termoli-Lesina finalmente le carte inviate al Cipe

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Ventiquattro ore do­po l’incontro organizzato dalla Gazzetta del Mezzogiorno a Palazzo Chigi, ieri- solo ieri- il progetto tecnico per il raddop­pio Termoli-Lesina (35 km ancora a binario unico da Pescara a Bari) finalmente è stato in­viato dal Ministero delle In­frastrutture e dei Trasporti al Comitato Interministeriale per la programmazione economia (Cipe).

La notizia è stata confermata al quotidiano barese dalla stessa se­greteria del Comitato, l’organo collegiale del governo presie­duto dal presidente del Con­siglio dei Ministri. L’ufficio preposto dovrà adesso avviare l’istruttoria preliminare, cioè valutare dal punto di vista formale (non tecnico) l’intera documentazione, prima di essere inviata al pre-Cipe, e inserirla successi­vamente all’Ordine del giorno della prossima riunione del Ci­pe- che si riunisce su proposta del sottosegretario alla Presi­denza del Consiglio Luca Lot­ti.


Quei 35 km a binario unico la madre di tutte le battaglie

Ora l’opposizione del Molise è giunta al bivio.

Il raddoppio della Termoli-Lesina, 35 km sulla linea Lecce-Bologna-Milano ancora a binario unico è la madre di tutte le battaglie. A bloccare questa opera già finanziata è la Regione Molise che contrariamente a quanto prevede il progetto di Rfi vorrebbe la realizzazione (oltre ad una galleria, in sostituzione del viadotto previsto) di altre opere. Interventi che co­sterebbero non meno di 150 milioni di euro in più e allungherebbero di molto i tempi di realizzazione. L’opera già progettata è divisa attualmente in tre lotti: il primo da Lesina a Ripalta (6,5 km) in ter­ritorio pugliese; gli altri due lotti, il numero 3 da Ripalta a Campomarino (per 18 km) e da Campo­marino a Termoli (altri 6 km), costerebbero 550 mi­lioni di’euro e verrebbero ultimati non Prima del 2026 (Lotto 3). Su questa vicenda si consuma da mesi una lunga battaglia politica tra Ferrovie dello Stato, Regione Puglia e Ministero dei Trasporti che ha ritardato fino a ieri la presentazione del progetto all’esame del Cipe e dunque la soluzione del problema che blocca qualsiasi intervento.


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