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Vico del Gargano, affairs monezza. Botta e risposta Teknoservice, Assessore Sciscio

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La monezza e il servizio di igiene pubblica tiene ancora banco a Vico del Gargano, in uno stanco ping pong senza fine, arrivato alla vigilia del Natale, e che sta preoccupando, in modo particolare, tutti quei soggetti del terziario che vivono, anche, sull’immagine del borgo vichese. I fatti sono noti. E’ da tempo che, fra il Comune di Vico del Gargano e la Teknoservice vi è una guerra di reciproche accuse sullo stato di degrado ed igiene pubblica che, di volta in volta, viene palleggiato fra l’inerzia e le inadempienze del Comune, e le  violazioni contrattuali attribuite alla  scarsa applicazione, ed erogazione, di  servizi da parte della Teknoservice. Il bollettino di questa guerra trova l’ultima lettura nella comunicazione della società di Piossasco che, in data 20 novembre 2014, ha inviato al Sindaco , al Procuratore della Repubblica di Foggia, all’Autorità Nazionale Anticorruzione, avente per oggetto: Servizi d’igiene urbana nel Comune di Vico del Gargano. Diffida ad adempiere ex art. 1454 c.c. Risoluzione ope legis.
Nella comunicazione la Teknoservice ricorda che, il contratto d’appalto comprende la realizzazione
di un Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti riciclabili, a carico della Ditta, ubicato nell’area comunale sita in località Mannarelle.
Così prosegue:” La società Teknoservice S.r.l. Ha da tempo ultimato l’attività di progettazione necessaria alla realizzazione  di tale “ecocentro”, ma ciò nonostante non è stato possibile procedere alla materiale costruzione a causa della mancanza delle necessarie attività comunali prescritte al fine di mettere l’area in questione effettivamente a disposizione della scrivente società; in data 17 giugno 2013 il Sindaco del Comune di Vico del Gargano emanava l’ordinanza contingibile ed urgente n.57 con la quale autorizzava la scrivente società a gestire l’attività di Ecocentro in area sita in località Fontanelle, presa in locazione come sede logistica, nelle more della costruzione del sito comunale Mannarelle.  In data 22 settembre 2014 la Guardia di Finanza di Vieste, insieme all’Arpa Regionale Puglia, sottoponeva a sequestro preventivo la succitata area, contestando alla scrivente società la mancanza di autorizzazione per la gestione dei rifiuti, dovuta al venire meno della validità dell’ordinanza sindacale n.57 del 2013.”
A stretto giro risponde l’Amministrazione comunale, attraverso l’Assessore al Contenzioso, avv.  Raffaele Sciscio, che affronta le due minacce più eclatanti della Teknoservice:” E’ appena il caso di ricordare che il licenziamento dei dipendenti è un atto dovuto e previsto nello stesso contratto d’appalto. Ma questo non significa che i dipendenti dal 15 dicembre saranno senza stipendio, assolutamente. Significa che passeranno con altro contratto alle dipendenze della nuova società che gestirà il servizio di raccolta rifiuti in sostituzione di quella uscente, senza soluzione di continuità ed interruzione di sorta. In secondo luogo dubito che la Teknoservice possa abbandonare il servizio di raccolta rifiuti a far data dal 15 dicembre, a meno che il legale rappresentante non voglia essere denunciato per interruzione di servizio pubblico essenziale, come previsto dall’art.8 del medesimo contratto. Tale evidenza potrà verificarsi solo quando la pubblica amministrazione sarà in grado di sostituirla con un’altra ditta.” Continua l’Assessore:” …la Tekinoservice è arrivata seconda in questa decisione, avendo l’amministrazione già assunto la determinazione di risolvere il contratto per inadempimento della ditta, con contestuale richiesta di risarcimento dei danni, su indicazione anche dell’Assessore Silvio Matano, delegato all’ambiente, con atto deliberativo di giunta comunale del febbraio 2014.” Riferendosi poi alla mancata realizzazione del Centro Raccolta, Sciscio spiega:” Il contratto d’appalto ed il capitolato speciale d’appalto non prevedono alcun obbligo a carico dell’ente comunale per la realizzazione della sede logistica; al contrario, l’art. 28 del Csa stabilisce a carico dell’impresa appaltatrice” l’obbligo di dotarsi di idonea sede logistica localizzata all’interno del territorio comunale, possibilmente all’interno del centro di raccolta. Con delibera del 2 marzo 2012 viene individuata sia l’area da adibire a CCR, sia l’effettiva messa a disposizione della medesima.” Aggiunge:” Il sequestro operato dalla GdF è stato causato dal mancato rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie ed ambientali posto in essere dalla ditta. Nessuna ordinanza sindacale potrà mai essere emanata a sostegno di un comportamento tanto illecito da essere sanzionato con un sequestro giudiziario.” Termina dicendo:” In definitiva se dovessimo cercare le inadempienze del contratto d’appalto in cui è incorsa la Teknoservice faremmo prima a ricercare le inadempienze, di gran lunga inferiori se non inesistenti. Ma di questo ne risponderà alla magistratura competente, avendo, l’amministrazione comunale, dato mandato ad un legale per agire in danno della stessa. E’ proprio il caso di dire al danno si vorrebbe aggiungere la beffa.”
Bisogna, ora, vedere quali effetti concreti produrrà la ventilata cessazione del servizio, comunicata dalla Teknoservice:” Laddove persista la situazione sopra rappresentata la Teknoservice si vedrà costretta a sospendere l’esecuzione del servizio di igiene urbana a far data dal 16/12/2014 e a richiedere successivamente il risarcimento di tutti i danni patiti a causa dell’inadempimento comunale perpetrato.”
Sullo sfondo di questa guerra di comunicati resta la preoccupata attesa, dell’intera comunità vichese, nel vivere una situazione igienica al limite della sopportazione, e che tarda nel riportare uno dei “Borghi più belli d’Italia” alla decenza.

Michele Angelicchio


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