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Reporter della Tua Città/ La Punta Perotti Viestana

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Ieri sera sono stata ospite della presentazione del libro “La croce muta” di Antonio Lombardi.

 

Abito da più di 30 anni vicino alla collina di San Giorgio, ove è ubicata la Croce, e ricordo che non pochi sostenevano stupidamente che mio padre avesse deturpato la collina con la sua costruzione.

Ricordo che la collina era anche terreno di gioco tra pini e rocce e, arrivare alla Croce, era una divertente scalata. Ricordo tante persone che ogni 23 aprile affollavano la collina e sostavano sotto la Croce per gustare il panino con la frittata al tepore del sole primaverile. Il tempo passa, i costumi e la morale della gente cambia e cambia anche la politica, più meschina e incline ad affarismi personali di dubbia moralità. Un mattino il sig. Antonio Lombardi si accorgeva che qualcuno stava turbando la sua tranquillità o meglio stava ledendo il suo diritto di veduta.

Pensava, probabilmente, il sig. Lombardi che la questione fosse personale; non avrebbe mai immaginato che la questione personale fosse in realtà una questione, anzi un problema, enorme e collettivo. La collina, tanto amata dall’amministrazione comunale e dai cittadini perchè luogo rappresentativo e deputato ad accogliere la festa del Santo Patrono del Comune di Vieste, veniva sventrata per ospitare un edificio privato di ben 9 piani.

Le vicende giudiziarie, non ancora concluse, narrano di un permesso di costruire per 5.313 mc, lievitati durante i lavori a 10.410 mc ossia ben 5.097 mc in più, in conseguenza di circa 8-9 varianti concesse in corso d’opera assolutamente prive dell’autorizzazione paesaggistica comunale e del nulla osta paesaggistico della Soprintendenza dei Beni Culturali di Bari. Ad ascoltarlo il sig. Lombardi, mentre narra i fatti accaduti, ora al vaglio della Magistratura, ci si rende conto che a Vieste, da decenni, sia in corso la trasposizione degli scandali romani, e che, a fronte di evidenti carenze di atti di istruzione procedimentale amministrativa, la similitudine si rinviene nel valore commerciale dell’edificio a 9 piani che sarebbe pari a circa 4.400.000,00 euro considerando che vi sono realizzati 22 appartamenti di circa 85 mq e che il prezzo di ogni appartamento si aggira sui 200.000,00 euro.

Cui prodest scelus, is fecit. Infatti, il sig. Lombardi non tace omertosamente i nomi degli autori di tali asseriti illeciti, risvegliando in una cospicua parte della cittadinanza quel sentimento di profonda indignazione per aver subito anch’essa vessazioni e lesione di diritti da parte della classe politica e dirigenziale che governa questo Comune da decenni. Con la denuncia del sig. Lombardi, infatti, si è prodotta una frattura tra il clientelismo proliferante attuato dai partiti politici ormai decotti e il ritrovato senso civico di partecipazione.

Partecipare alla vita politica ed istituzionale è un diritto-dovere di ogni cittadino necessario per garantire la democrazia. La democrazia non è una condizione statica, ma fortemente dinamica: siamo in democrazia se la esercitiamo tutti, non se deleghiamo ad altri di decidere per noi senza essere neppure interpellati. Partecipare significa ascoltare, discutere, valutare, decidere, assumersi la responsabilità di agire per finalità di interesse collettivo. Ormai non abbiamo altra scelta che rimuovere gli ultimi ostacoli che ci separano dalle istituzioni, perchè il cittadino è istituzione. Il sig. Lombardi, nel denunciare gli abusi, si è comportato come avrebbe dovuto comportarsi l’Istituzione rappresentativa (peraltro, assente all’evento) garante del rispetto dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza della Pubblica Amministrazione perchè è tollerabile il sopruso da parte del privato, ma non da
parte delle Istituzioni. Vorrei aggiungere all’ottima esposizione del dott. Piero Paciello, Direttore de L’Attacco, che ha raccontato in un discorso molto ben articolato la società attuale intrisa di comportamenti mafiosi, che il sig. Lombardi ha il merito particolare di aver rinnovato l’importanza del rispetto dei ruoli: gli adulti devono essere l’esempio per i giovani, i quali, con la forza dei loro anni, hanno il dovere di attuare quell’antico valore di rispetto reciproco; i giovani hanno necessità di ritrovare un saldo punto di riferimento per realizzare e godere di una società migliore.

Siamo e dobbiamo essere tutti sig. Lombardi, dignitosi reclamanti la giustizia sociale, senza aver paura dell’isolamento offerto dagli omertosi. Caro sig. Lombardi, prima di Lei, altre persone sono state volutamente isolate e qualcuno di loro ha detto: “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. Quest’uomo combatteva contro i mafiosi trafficanti di droga, noi combattiamo contro mafiosi molto più pericolosi perchè trafficanti di diritti altrui.

La saluto, cordialmente.
Avv. Mariateresa Bevilacqua
Attivista di Vieste del Movimento Cinque Stelle


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