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Vieste/ C’è ancora tanto da fare per i nostri Trabucchi.

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Lettera aperta ai sindaci di Vieste e Peschici, al Pres. del Parco Gargano e alla Capitanerie di porto. Riceviamo e pubblichiamo.

 

Gentili amministratori del nostro territorio.

Sembra ieri quando, un anno fa, con Michele Traja (trabuccolante e allora presidente della nostra associazione) di prima mattina partimmo da Vieste alla volta di Bari per essere ricevuti in regione dall’assessore Barbanente per chiederle di intervenire sull’emergenza in atto legata ai trabucchi sulle nostre coste.

Abituati alle promesse della politica, ricordo che non sapevamo cosa aspettarci. Non sapevamo se sarebbe stato soltanto un incontro di mera forma e alcuna sostanza o se, come intimamente speravamo, avremmo trovato orecchie pronte ad ascoltarci.

Con sorpresa però, non solo fummo ascoltati con attenzione ma a quell’appuntamento ne seguirono altri e  altri soci e attivisti della nostra associazione, a più riprese, furono anche loro ascoltati attentamente.

Oggi, ad un anno da quel primo viaggio, è notizia ribadita da più testate che un disegno di legge, dopo più di cent’anni di esistenza dei trabucchi sul nostro territorio, pone il primo importante passo perchè a questi ultimi sia finalmente riconosciuto lo status di bene storico culturale.

Un grazie sentito, quindi, a chi in Regione ha prestato (e continua a prestare) un orecchio attento e sensibile ai temi per i quali da anni ci battiamo.

Ma c’è ancora tanto da fare per i nostri Trabucchi perchè, lo ribadiamo, questo è solo un primo passo.

I passi successivi, ad approvazione di una legge definitiva (speriamo il più presto possibile), saranno ovviamente quelli di riunire localmente gli organi competenti per applicare sul campo le direttive contenute nella stessa.

Saranno quindi necessari uno o più tavoli tecnici ai quali, questa volta (per non ripetere gli errori del passato), dovranno assolutamente partecipare anche i padri trabuccolanti che quei trabucchi hanno difeso e, da soli e con scarsità di risorse, nel bene e nel male hanno continuato a tenere in piedi.

L’opportunità di doverli coinvolgere, oltre che morale e di riconoscimento del loro impegno durato una vita intera, appare palese in tutta la sua ovvietà. Ovvero, chi può conoscere le esigenze più intime di un trabucco meglio di chi lo ha costruito e curato per più di cinquant’anni?

E, aggiungiamo, quale miglior modo c’è di prendere decisioni importanti per la comunità e per i suoi beni più preziosi se non quello di coinvolgere la comunità stessa?

Perchè, ne abbiamo continua riprova nel nostro quotidiano attivismo, è proprio la comunità ad essere dietro la nostra organizzazione che, in anni di lotte, ha sempre potuto  contare su un unico punto fermo e irrinunciabile: l’affetto della popolazione garganica verso i trabuccolanti, le loro battaglie e ciò che rappresentano.

A dimostrarlo, solo per fare un esempio, c’è il fatto che la nuova pagina facebook dell’associazione ha raccolto nel Gargano 400 fan nei soli primi 3 giorni di esistenza, con tendenza di inarrestabile crescita.

Infine speriamo, anzi, siamo certi (considerato che è Natale e la speranza ci pervade) che questo nostro appello non resterà lettera morta e che il futuro prossimo dei nostri trabucchi sarà scritto in maniera condivisa e, finalmente, illuminata.

Cordialmente e buon Natale,

Giovanni Spalatro
Presidente Associazione Onlus
"La Rinascita dei Trabucchi Storici"


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