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Comuni montani, Imu agricola addio

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Il Tar Lazio contesta il criterio dell’altitudine.FI: ora il governo corregga il decreto.

 

«Nelle Commissioni e in Aula a Montecitorio Forza’Italia si è sempre dichiarata contraria al­l’Imu sui terreni agricoli, una misura che giu­dicavano e giudichiamo vessatoria nei confronti delle aziende e nei confronti di tanti piccoli e medi imprendito­ri. Adesso anche il Tar del Lazio ci dà ragione». Lo dichiara in una nota Rocco Palese, capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio a Montecitorio, com­mentando la notizia che il Tri­bunale regionale ha sospeso il decreto sull’Imu sui terreni agri­coli per i Comuni montani. Il Tar, infatti, contesta il meccanismo dell’altitudine individuato come criterio per il pagamento (dai 281 ai 600 metri slm). «A questo punto tocca al governo. L’esecutivo intervenga con decisione e tempestività – dice Palese – per cancellare questa misura iniqua e depressiva per l’economia italiana». «Prendiamo atto che mentre il governo Renzi è rimasto sordo e ha respinto ogni emendamento di Forza Italia alla legge di Stabilità sul tema, è la giustizia amministrativa a confermare che siamo nel giusto. La decisione del Tar Lazio – dice Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore di FI – è emble­matica di una situazione insostenibile, che ci spin­ge a sostenere la necessità di promuovere, nelle forme di rito, una valutazione, da parte della Corte Costituzionale sull’attuale sistema fiscale e sulla sua aderenza a quanto stabilito dall’articolo 53 della Carta». Secondo l’art. 53, spiega D’Ambrosio, tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e «il sistema tributario è informato a criteri di pro­gressività A noi sembra che l’equità sia asso­lutamente latitante». 


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