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Foggia – I nostri mari: discariche nucleari? L’inchiesta di Gianni Lannes

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Sabato 17 gennaio, ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia  – Il giornalista foggiano presenta il suo ultimo libro “Italia, Usa e getta”
È ancora una volta l’ambiente l’oggetto di indagine del giornalista e fotografo foggiano Gianni Lannes, professionista ormai noto a livello nazionale per le sue inchieste che, nel corso degli anni, lo hanno portato più volte fuori dai confini nazionali.

Sabato 17 gennaio, alle ore 19, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia, il giornalista presenta il suo ultimo lavoro editoriale, dal titolo Italia, Usa e getta. I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari (Arianna editore, 2014). L’incontro è organizzato insieme con l’associazione FoggiattiVa, rappresentata in questa occasione da Katia Basile la quale, nel corso di un intervento, farà cenno ad una recente interrogazione comunale (presentata dal consigliere Vincenzo Rizzi) riguardante l’area circostante una fabbrica segreta di produzione di armamenti chimici risalente al 1943, localizzata nei pressi della Cartiera di Foggia e, nonostante la sua distruzione, a quanto sembra, mai bonificata. Ad introdurre l’autore, e moderare il dibattito, Michele Trecca.

Italia, Usa e getta. I nostri mari: discarica americana per ordigni nucleari (Arianna editore, 2014; euro: 9,80). I nostri mari sono stati usati come discarica di ordigni chimici e nucleari dallo zio Sam, e mai bonificati. Nella Penisola albergano centinaia di potenti ordigni nucleari (bombe, missili, mine) di proprietà degli Stati Uniti d’America. In caso di incidente, sabotaggio, bombardamento o altro, per l’Italia sarebbe la fine. Nei mari del giardino d’Europa transitano, attraccano, sostano e giocano alla guerra unità a propulsione ed armamento nucleare. L’Adriatico e il Tirreno sono stati trasformati segretamente dalle Forze Armate anglo-americane, in discariche di armi vietate dalle Convenzioni internazionali di Ginevra e di Parigi. In base ai resoconti dell’Alleanza atlantica, le stime istituzionali fanno riferimento a circa un milione di bombe eterogenee caricate con aggressivi chimici e nucleari. Le radiazioni sono invisibili, ma tutti gli esseri viventi in natura ne risentono, l’organismo umano si ammala e muore. Abbiamo il diritto di sapere cosa stanno facendo alla flora e alla fauna, quali implicazioni ha tutto questo sulla catena alimentare e i delicati equilibri ecologici dei nostri mari. Le conseguenze potrebbero essere drammaticamente irreversibili. “Ogni frase, ogni elemento di questo libro è fondato anche su documenti classificati e riservati, senza tesi precostituite: solo così ha la sua efficacia. Senza illazioni ed imprecisioni. Ricostruire il come di ogni falsità e di ogni segreto, e dimostrarlo”.

Gianni Lannes. Scrittore, giornalista e fotografo. Ha mosso i primi passi da fotoreporter a metà degli anni ’80, in Francia. In Italia ha lavorato con Rai, LA7 e le testate giornalistiche Panorama, Famiglia Cristiana, i settimanali del gruppo L’Espresso, Il Manifesto, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Corriere del Mezzogiorno, Liberazione, L’Unità, La Nuova Ecologia, Il Corriere della Sera e molte altre. Giornalista impegnato, ha subito in più di un’occasione attentati e minacce di morte. Dal 22 dicembre 2009 al 22 agosto 2011 – quando gli viene revocata la protezione a causa di alcune inchieste – ha vissuto sotto scorta della Polizia di Stato. Il suo libro Nato: colpito e affondato, pubblicato il 14 novembre 2009, ottiene la riapertura giudiziaria di una strage archiviata nel 1997.  Nel 2010 ha ottenuto in Sicilia il “Premio Internazionale all’impegno sociale 2010, XVI Memoriale Rosario Livatino e Antonino Saetta” (due magistrati uccisi dalla mafia). Si è occupato anche della strage di Ustica, dell’assassinio di Ilaria Alpi e di alte inchieste di rilevanza storica. Nel 2012 ha pubblicato Il Grande Fratello. Strategie del dominio (Draco Edizioni), nel 2013 Terra Muta (Pellegrini Editore), e nel 2014 il libro Nato: la strage del Francesco Padre (Digressione Music).


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