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Puglia/ Piano Paesistico in dirittura d’arrivo

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Venerdì la firma con il ministro Franceschini: nuove regole in vigore entro 30 giorni.

 

L’esame delle osservazioni è sostanzialmente concluso. L’accor­do politico è stato faticosamente tro­vato. Venerdì il governatore Nichi Vendola sarà a Roma, per sottoscri­vere – primo in Italia – l’accordo con il ministro peri Beni culturali, Enrico Franceschini: dopo tante polemiche e un enorme lavoro dei tecnici, entro 30 giorni la Puglia avrà il nuovo piano paesaggistico. È l’ultima e forse più importante eredità che l’assessore Angela Bar­banente (a maggio tornerà al suo lavoro di docente al Politecnico di Bari) lascia alla Regione. L’accordo con il ministero, con cui la Puglia ha cominciato a lavorare nel 2007, pre­vede infatti che la giunta regionale potrà adesso procedere all’approva­zione definitiva del Pptr: da quel gior­no andrà in pensione il Putt (l’attuale Piano paesaggistico territoriale te­matico, che non è adeguato al nuovo Codice dei beni culturali) e – allo stesso tempo – decadranno le norme di salvaguardia su cui tante polemiche si sono sviluppate a partire dalla scor­sa estate. «Rispetto al Putt – spiega la Barbanente – il Pptr darà certezze in ordine alle tutele del territorio e del paesaggio, alcune delle quali erano assolutamente indeterminate, e con­tiene una parte progettuale su cui abbiamo già cominciato a lavorare: dalla riqualificazione dei paesaggi co­stieri a quella dei paesaggi rurali, che hanno già dato vita a concorsi di progettazione e ad accordi- con i Co­muni. Poi ci sono le buone pratiche, tipo il parco agricolo multifunzionale dei Paduli che si sta affermando come esempio a livello nazionale». Una differenza fondamentale rispetto al Putt e che il Pptr copre l’intero territorio, e non si ferma sul ciglio dei cosiddetti territori costruiti: per ogni ambito sottoposto a tutela, il piano impone un’area di rispetto (buffer) in cui non é consentito costruire. Dopo l’adozione, avvenuta ad agosto 2013, la Regione ha ricevuto circa 2.400 osservazioni che gli uffici hanno poi elaborato, valutato e sche­dato con un parere positivo (la mag­gior parte) o negativo. Nel frattempo, la giunta aveva proceduto a riadot­tare due articoli delle norme tecniche di attuazione, quelli relativi al regime di salvaguardia, cioè i divieti che coprono il periodo tra l’adozione e l’approvazione definitiva per evitare stravolgimenti della situazione: il re­gime di salvaguardia, inizialmente molto stringente, e stato un po al­leggerito su pressioni della politica ma anche dei tecnici. La quinta com­missione consiliare ha espresso pa­rere favorevole già a dicembre: le norme di salvaguardia «ammorbidite» sono passate all’unanimità, il re­sto delle norme di attuazione con l’astensione di Fi e Ncd. Stamattina è prevista una nuova seduta di com­missione in cui, con la partecipazione della Barbanente, le osservazioni ver­ranno ulteriormente approfondite: un segnale di attenzione verso le preoccupazioni della politica, che a sua volta ha recepito quelle degli ordini professionali e delle associa­zioni di categoria. «Le osservazioni – fa notare la Bar­banente -. in larga parte sono state accolte, abbiamo lavorato a stretto contatto con il ministero che ha condiviso anche le norme di salvaguar­dia emendate. Il Pptr è sicuramente più flessibile rispetto al vecchio Putt: c’è stato un lungo percorso di ac­compagnamento cui hanno parteci­pato in questi mesi quasi mille tecnici. E sono proprio loro a chiederci di approvare il piano». Ora la, palla passerà ai Comuni, per la fase applicativa. È infatti neces­sario che tutti i piani regolatori generali recepiscano le tutele contenute nel Pptr, altrimenti sarà necessario ottenere ogni volta il parere paesag­gistico. La Regione ha previsto un procedimento accelerato per i piani regolatori già adeguati al Putt (con la regola del silenzio assenso), mentre per tutti gli altri si procederà alle conferenze di servizi. In Puglia sono molti i Comuni che hanno in itinere l’approvazione dei «nuovi» (in base alla legge 20/2001) piani urbanistici generali (Pug), che partono già adeguati al Putt: la Regione ha però «consigliato» alle amministrazioni che hanno già approvato il Dpp (il Documento preliminare al Pug) di fare prima gli adeguamenti. Tra i capoluoghi lo hanno finora fatto soltanto Bari (pur con un mezzo pa­sticcio, poi risolto dalla Regione) e Brindisi, che con Foggia, Lecce e Taranto stanno redigendo i Pug, men­tre negli altri Comuni la situazione è a macchia di leopardo: i piani ade­guati al Putt sono circa 70 su 258. 


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