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Regione, Addio Fascicolo del fabbricato/ Amati: «Scelta sbagliata»

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Era stata approvata a maggio scorso appena, il Consiglio regionale ha cassato, in ciascuna delle sue parti, all’unanimità, la legge istitutiva del cosiddetto «Fascicolo del fabbricato», una sorta di carta d’identità degli immobili con particolare riferimento a quelli di nuova costruzione e a quelli pubblici da adeguare alle normative sulla sicurezza. Sulle finalità ultime della norma ha prevalso il timore di incorrere in una declaratoria di incosti­tuzionalità a seguito dei rilievi del governo nazionale relativi ai vizi di legittimità che la legge presentava. «Uno degli aspetti critici sollevati – spiegano dalla Regione in una nota – riguarda la defini­zione di "proprietario" citata nel­la norma regionale, contrastante con quella dettata dalla legislazio­ne statale e con il regime della proprietà, violando sia la compe­tenza legislativa statale esclusiva nella materia dell’ ordinamento ci­vile, sia la competenza statale con­corrente, risultando anche in con­trasto con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di governo del territorio». Il grande sostenitore della legge, l’ex assessore regionale ai Lavori pubblici, Fabiano Amati, è stupito: «Perché eliminare tutta intera la legge quando sarebbe stato sufficiente emendarla con il recepimento dei rilievi sollevati dal governo? Il problema era la definizione di proprietario? Ma riguardava solo i privati, che senso ha eliminare tutta la parte relativa agli edifici pubblici come quelli scolastici? L’esigenza di intervenire a favore della sicurezza di questi edifici era urgente allora come adesso. E allora, ammesso che si potessero ritenere fondati i rilievi del governo, si poteva procedere a semplici modifiche salvaguardando la parte sulla sicurezza degli edifici strategici. E pensare che, a maggio, la legge ebbe una grande. accelerazione e i gruppi politici l’ap­provarono con convinzione, dopo il tragico incidente nel quale morì uno studente nel leccese».


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