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Futuro province, i sindacati scrivono al Prefetto

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Sul futuro delle province insorgono le organizzazioni sindacali aziendali. "Non può essere digerita supinamente l’imposizione dei tagli del costo del personale che per le province ammonta al 50% entro il prossimo 31 marzo.  Il taglio – dicono i rappresentanti di CGIL-CISL_UIL – è imposto a prescindere dalla necessaria ed indispensabile definizione delle competenze funzionali: è un vero e proprio aborto giuridico-amministrativo nella misura in cui la premessa segue il postulato e non il contrario. Sono ormai in una complessiva situazione di allarme tutti gli enti interessati e i propri dipendenti ai quali sono stati donati rischi enormi sul proprio futuro lavorativo. Quel che più preoccupa è che la Regione Puglia, come altre regioni italiane, non è in grado di partorire la legge applicativa". I sindacati chiedono a voce alta "che vengano prima definite le problematiche segnalate e che in sede di Osservatorio Nazionale ad iniziare dal rinvio del termine del 31 marzo fissato per la riduzione del 50%". Intanto le organizzazioni sindacali scrivono al prefetto e al presidente della Provincia per segnalare che alcuni comuni della Capitanata hanno in corso di attuazione procedure di mobilità ed assunzione di personale che non possono essere  continuate proprio per effetto delle disposizioni ex legge di stabilità".


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