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Un processo per diritti di pascolo nel territorio d’Ischitella nel 1587

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Era il 3/1/1587 quando il magnifico Leonardo di Sigismondo di Rocca Raso si trovò costretto a rivolgersi alla regia dogana di Foggia per una controversia sorta con il barone d’Ischitella e alcuni cittadini di detta Università.

 

 Leonardo Sigismondo aveva affittato dal barone d’Ischitella Annibale Turbolo un locato di Candelaro  ricadente nel territorio d’Ischitella nell’Isola di Varano per farvi pascolare le proprie pecore.
Nel momento in cui si era recato sul posto lo aveva trovato occupato da alcuni cittadini d’Ischitella e Rodi   che vi facevano pascolare una grande quantità di vacche,bufali e maiali.
Quest’ultimi dicevano di aver diritto al pascolo da un precedente diritto che avevano sia dai tempi dei feudatari d’Ischitella di Sangro e poi riottenuto in seguito a una lite con i nuovi feudatari Turbolo mediante un decreto che li autorizzava al detto pascolo.
La controversia non fu di facile soluzione tanto che la causa durò ben cinque anni e coinvolse non più negli ultimi anni i primi attori della controversia,ma addirittura gli eredi il figlio di Sigismondo,Cristofaro di Sigismondo e l’erede Franceso Turbolo di Annibale.
Vennero convocati tutti gli occupanti della difesa di Varano,i cittadini d’Ischitella: Gio Maria Rosa,Carlo D’errico,Don Giulio de Vera,Don placito Princivallo,Gio Domenico di Montefusco,Gio Angelo di Maulino,Don Ludovico Pasquarello di Marcello e informati il Sindaco dell’Università d’Ischitella Franciscus Antonius turcus(Turco) e i suoi eletti  Carolus Serra,Berardino d’errico,Francesco di Nardo de Stella  e Antonio de Petro.
Nel lungo processo di ben 96  pagine vennero chiamati a testimoniare perfino dei cittadini di Vico e di Rodi e la cosa investì anche il capitano di Vico,Prospero Cappello.
Sebbene quasi tutti i testimoni testimoniarono in favore dei cittadini d’Ischitella  la regia Dogana diede ragione al locatario e torto al barone d’Ischitella e ai cittadini, perché quest’ultimi non riuscirono a mostrare il decreto a loro favore,mentre il locatario aveva pagato l’affitto al barone senza poter usufruire del pascolo della difesa dell’Isola di Varano.
Si dispose per tanto di non far pagare più il prezzo della locazione al barone e di far liberare la difesa che era stata occupata dai cittadini d’Ischitella e quindi maltrattata perché rimasta priva della poca erba esistente essendo il terreno per lo più macchioso e sabbioso  e liberarlo a favore del figlio Cristofario locatario di detta difesa.

Giuseppe Laganella


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