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Amministrazione provinciale in crisi. Niente soldi per scuole e strade

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Necessario anche il taglio delle utenze.I fornitori di gas, energia elettrica, gasolio e telefonia hanno inviato numerosi solleciti a causa delle fatture non pagate

 

 L’amministrazione provinciale versa “in una grave crisi finanziaria”. Per l’edilizia scolastica, le strade provinciali e l’ambiente risorse non ce ne sono e il presidente Francesco Miglio non potrà in alcun modo far contrarre all’ente nuovi mutui. Ma soprattutto l’amministrazione dovrà tagliare drasticamente “l’elevata spesa per le utenze”. I fornitori di gas, energia elettrica, gasolio e telefonia hanno inviato numerosi solleciti a causa delle fatture non pagate e minacciano di interrompere la fornitura di questi servizi. A preoccupare soprattutto la fornitura di gas metano alle scuole superiori. E’ il quadro molto preoccupante contenuto in una lettera, in cui si rivelano importanti aspetti, che il dirigente del settore finanziario della Provincia, Rosa Lombardi ha inviato al presidente, Francesco Miglio, al segretario generale, Filippo Re, al collegio dei revisori dei conti e al neo capo di gabinetto. Nonché a tutti i dirigenti di Palazzo Dogana.
 

La Corte dei Conti

Una condizione economico-finanziaria, sulla quale si era già espressa in modo pesante, la Corte dei Conti, e che stride con quanto accaduto nelle ultime settimane: con i partiti del centrosinistra a traccheggiare per le deleghe che Miglio ha poi affidato a sei consiglieri provinciali. “Finti” assessori, perché la legge non prevede più questo ruolo, che potranno fare ben poco. Il rischio però è che si aggravi la spesa per le utenze con consiglieri che, in forza delle deleghe ottenute, chiedono stanze “dove poter lavorare”, cancelleria, e uso dei telefoni. Stando al dirigente, Lombardi la grave situazione finanziaria e le “forti criticità” sono legate alla riduzione delle risorse finanziarie da parte del Governo. Nell’anno appena iniziato le ricadute sul bilancio dai tagli operati dal governo Renzi ammonteranno per la Provincia di Foggia a 20 milioni di euro. I tagli ai costi della politica, acquisto di beni servizi, consulenze, automezzi sono stati di 5milioni e 400 mila, nel 2014. A questo si dovrà sommare una riduzione dei trasferimenti per il 2015 di 14 milioni e 200 mila euro. Data questa condizione, a Palazzo Dogana si potrà fare ben poco. Il dirigente degli uffici finanziari ha elencato i settori per i quali non sarà possibile spendere: niente mutui, nessuna spesa per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, nessuna assunzione a tempo indeterminato, anche nell’ambito della procedura di mobilità. Nessuna proroga di contratti effettuati con l’istituto del comando, attribuzione di incarichi di consulenza o studio, o rapporti di lavoro flessibile. Nonostante questa fosse la condizione il presidente Miglio, prima che scattassero le disposizioni legislative, ha firmato il decreto che ha permesso ad un funzionario di San Severo di svolgere funzioni di dirigente a Palazzo Dogana con l’istituto del comando. Miglio il decreto lo ha firmato a fine dicembre, il divieto è scattato il primo gennaio. C’è poi il capitolo dolente delle spese per le utenze per le quali “nonostante i ripetuti solleciti ai dirigenti competenti, non si registra alcun provvedimento teso alla razionalizzazione e riduzione”. La Lombardi ha quindi disposto che i dirigenti dovranno controllare e vidimare ogni singola fattura, ricordando quindi “la responsabilità amministrativo-contabile” a carico di ognuno di loro. Infine il dirigente finanziario sottolinea che “non c’è alcuna copertura finanziaria per spese che non siano derivanti da contratti del personale, fitti passivi, imposte e tasse, trasferimenti vincolati, obblighi legati a provvedimenti giurisdizionali”.


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