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Vieste – Annunciare il Vangelo della gioia con l’arte della gioia

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Dal 22 al 25 gennaio 2015, sul tema di preghiera per l’unità dei Cristiani “Dammi un po’ d’acqua da bere” presso la Parrocchia Gesù Buon Pastore abbiamo vissuto quattro giornate di Adorazione Eucaristica solenne e prolungata, comunemente dette Quarantore.

Ci ha aiutato nella predicazione e nella preghiera Padre Giancarlo Priori che per ore e senza troppi segni di stanchezza ha anche accolto le tantissime persone che si sono avvicinate al sacramento della Penitenza per chiedere ed ottenere il perdono dei peccati e la riconciliazione con Dio e con i fratelli.
Padre Giancarlo è un frate Cappuccino che esercita il suo ministero pastorale come rettore del Santuario della Madonna dell’Ambro in provincia di Fermo.

Avere un Frate Cappuccino a evangelizzare durante le Quarantore può sembrare tutto nella norma e nulla di inconsueto. Invece Padre Giancarlo ha qualcosa in più e di diverso perché egli riesce ad annunziare il Vangelo della gioia anche attraverso i giochi di prestigio e l’arte dell’illusionismo.
Più volte Padre Giancarlo ha partecipato al Maurizio Costanzo Show (trasmissione ormai in disuso ma che qualche anno fa ogni sera catturava milioni di telespettatori). Recentemente è stato invitato dal conduttore Giancarlo Magalli per partecipare alla trasmissione “Affari vostri” sulla seconda rete della Rai.

Il nome con cui maggiormente Padre Giancarlo è conosciuto e chiamato, proprio per i suoi giochi con cui egli annuncia il Vangelo è “frate Mago”. Attraverso il gioco egli dice a tutti che il Vangelo è gioia e che solo credendo nel Vangelo si può tornare ad essere umanità unita e santa.
Attraverso le carte o i fazzolettini, che scompaiono ed improvvisamente riappaiono tra i capelli o nel bavero della giacca o dentro ad un portafogli di chi si presta al gioco, Frate Mago ci ha parlato di Dio, ci ha detto che quel Dio che tante volte sentiamo lontano ed assente è in realtà vicino a noi, basta saperlo cercare, ascoltare desiderare. Attraverso dei nastrini colorati e tirati fuori da un sacchettino buio frate Mago ci ha detto che anche dal buio della nostra vita che tante volte presenta problemi, dolore e sofferenze, possono venir fuori elementi di gioia e di speranza, che colorano le nostre giornate grigie e senza speranza. Basta cercarli e trovarli. Con quegli stessi nastrini – poi improvvisa-mente uniti tra di loro – egli ci ha insegnato che, se siamo uniti, ancora più belli e vivaci e pieni di colori diventano i nostri giorni che pensavamo non avessero più speranza. Con i cerchi, prima isolati e poi improvvisamente concatenati, ci ha invece insegnato che se siamo soli abbiamo poco valore. Ma concatenati agli altri diventiamo forza che ci sostiene reciprocamente.
Padre Giancarlo ha detto recentemente in una intervista al settimanale “Credere” di Famiglia Cristiana:

“Quella del prestigiatore è un’arte nobile e complessa: far stupire e sorridere chi oggi non si stupisce più di nulla, suscitare la capacità di guardare oltre vedendo tirar fuori un colore da un cappello nero. Anche perché lo stupore sembra essere diventato ormai “merce rara” anche tra i più giovani”. E così giocando con le corde e con gli anelli, che si annodano e si slegano, Frate Mago ha parlato di relazioni nuove e di riconciliazione e di unità.
Appellandosi agli insegnamenti del Papa Francesco, frate Mago ha rivolto un particolare monito ad ogni cristiano e a noi sacerdoti che ogni giorno parliamo alle genti attraverso le omelie e le catechesi. Il Vangelo deve essere annunziato nella gioia ed affascinare così i fedeli avvicinandoli al Dio che ama e perdona e restituisce la gioia anche ai peccatori più incalliti. “Bisogna essere capaci di far ritrovare nell’altro, dentro di sé, cose perdute. Bisogna emozionare e toccare il cuore!”
Frate Mago, nelle sue confidenze private ci ha anche confessato: “Lo scopo dello spettacolo è far credere allo spettatore che il sogno è possibile, che se fai qualcosa un miracolo può nascere”. Per questo non smette mai di annunciare “l’arte del sogno e dello stupore” in feste popolari e sagre, istituti religiosi, parrocchie, piazze e là dove viene chiamato. E poi ha aggiunto: “E’ tutta farina del mio saio. Mi servo sempre della tonaca perché ritengo che sia un segnale forte di riconoscimento e identità in un mondo così secolarizzato”.
Solo qualche anno fa ha ridato il sorriso a tantissimi bambini dell’Etiopia e del Benin a cui oltre i giochi di prestigio ha anche portato denaro, per la costruzione di pozzi di acqua e orfanotrofi. Il denaro è stato raccolto durante i suoi spettacoli televisivi o di piazza in Italia, in Svizzera e nel Canada.

Nel mese di luglio del 2014 ha incontrato il Papa Francesco dopo la Messa a Santa Marta: “Ho avuto un po’ timore a dirgli che mi chiamano frate Mago. Ho cercato di dirgli che faccio giochi di prestigio. Ma egli ha benedetto i miei giochi: i fazzoletti, le corde colorate e un mazzo di carte. Credo che non sia mai successo prima che un Papa benedicesse i giochi di un mago. E poi con un sorriso mi ha detto: ‘Tu sei un mago! Vai!’” Ed ora mi sento più incoraggiato ad andare e ad annunciare il Vangelo della gioia con l’arte della gioia.
Per maggiori informazioni, cercare su google: frate Mago.

Don Tonino Baldi


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