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ASP Zaccagnino/ Pd Sannicandro: si ascolti il territorio

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    Leggere ancora della ex Fondazione Zaccagnino come terreno di contesa politica ed esempio di inadeguatezza gestionale, a settant’anni dalla sua nascita, è qualcosa che lede in modo drammatico la coscienza di un territorio che, proprio in una certa politica, sembra vedere le anacronistiche propaggini di antiche consuetudini feudali.     L’ultima interrogazione a firma di Losappio, che richiama integralmente quella a firma di Lonigro, entrambi esponenti di spicco del Consiglio regionale pugliese e di SEL, il partito del Presidente Vendola, che sull’ASP Zaccagnino ha inteso imporre il proprio sigillo con la nomina dell’attuale presidente nel lontano 2010, desta non poche preoccupazioni, insieme al silenzio, fino ad oggi, del Presidente e della Giunta regionale.
    Le questioni sollevate non sono di poco conto e assumono i caratteri della gravità non solo perché perdurano da qualche tempo. Avevamo, infatti, manifestato le nostre forti perplessità sulla natura e sul metodo della scelta già nel 2010, ritenendo che la Zaccagnino è un’ASP diversa dalle altre. Non era stata casuale, negli anni precedenti, la presenza di un Commissario Straordinario, insediatosi a seguito di ispezioni e che aveva conferito all’Ente dignità e legalità smarrite.
    In quell’occasione, dicemmo a chiare lettere che i partiti dovevano fare un passo indietro, e che qualsiasi personalità fosse chiamata a gestire la Zaccagnino, dovesse conferire non già appartenenze politiche ma competenze, possibilmente di alto profilo e di fresche energie. Ci duole, invece, constatare che si è perso ancora una volta in innovazione e modernità.
    Cinque anni, sarebbero dovuti essere sufficienti a dare all’ASP Zaccagnino la concretezza visiva di quanto, fin dal 2006, era stato pianificato con grande sacrificio in una nuova stagione di straordinaria sinergia tra il Comune, la Regione Puglia e le realtà sociali del territorio, divincolando definitivamente quell’Ente dalle logiche di spartizione del potere cui fu relegato sin dalla sua nascita. Così non è stato e la politica delle pedine e delle bandierine deve assumersene tutte le responsabilità, con coscienza.
    Imbarazzante è anche il silenzio del Sindaco di San Nicandro, Comune preposto al controllo dell’Ente, che con la nomina dell’ultimo consigliere in seno al CdA aveva garantito stretta vigilanza: se vi sono elementi di condivisione politica e programmatica con le vicende denunciate, è bene che ne faccia pubblico annuncio.
    Ci auguriamo che un tempestivo intervento della Regione Puglia, che non può certo assurgere a spettatore assente, magari complice involontario di una situazione che avrà ripercussioni importanti nel prossimo futuro,  possa fare chiarezza non solo sui gravi fatti denunciati, ma soprattutto sulla stasi gestionale e amministrativa che vede, a tutt’oggi, un cantiere bloccato, una struttura ancora da avviare e progettualità da mettere in campo. Auspichiamo, interpretando le intenzioni del testatore, che la prossima stagione dell’ASP Zaccagnino sia pianificata non già nelle stanze del potere ma con un attento ascolto del territorio, delle sue problematiche e delle sue evidenti aspirazioni di sviluppo sociale ed economico.

                                La Segreteria


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