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ADDIO GIUSEPPE, FIGLIO PREDILETTO DELLA VIESTANITA’ PIU’ BELLA E GENUINA (4)

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Ciao Giuseppe, non avrei mai pensato che dall’ultima volta che ci siamo visti, ed il tuo sorriso era cosi radioso e sincero, sarebbero passati pochi giorni ( …forse non più di un mese),per sapere dalle news di Ondaradio che non ce l’hai fatta e che questa volta il silenzio ha  preso il suo sopravvento. L’averti rivisto poco prima di Natale, cosi’ come ti vedevo spesso quando andavi  alla ricerca delle “stranezze viestane “ da controbattere, mi ridava la certezza che avevi vinto la tua battaglia verso una inesorabile malattia, che invece stava ponendo fine ai tuoi giorni. E’ evidente che mi sbagliavo! Forse stavi bene solo nella tua interiorità perché non ti sei mai tirato indietro quando ti facevano notare le cose che non andavano. Infatti  ogni volta che venivi a sapere   che a Vieste si stava compiendo un ennesimo scempio o  una ennesima offesa verso le bellezze architettoniche e naturali, tu eri pronto a ricercare le colpe o i colpevoli. Questa volta purtroppo avevi una battaglia ancora più grossa da combattere, ed è stata quella che ti ha sconfitto.
Un poco il tuo carattere  somigliava al mio. Io non sopporto troppo quelle persone che  sfregiano  il nostro paese e le nostre antichità. Tu però usavi  tanta  più tenacia di me… E mentre” loro” erano all’opera credendo di raggiungere la perfezione, ma  rovinando quello che andava bene, Tu eri il vero  artista perché, come direbbe Pablo Picasso,il pittore non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente. E  tu sentivi dentro di te che il bene che tutti abbiamo ricevuto abbiamo  l’obbligo di rispettarlo per poterlo donare agli altri come gli altri lo hanno donato a noi.
Ora dal cielo le cose le potrai vedere meglio. Forse ti arrabbierai ancora se a qualcuno verrà in mente di non avere il rispetto civico che ti contraddistingueva. E mentre le nuvole riprenderanno il loro corso per far piovere,  o nascondere semplicemente  il sole, esse si agglomereranno verso il nostro orizzonte, aspettando che domani rispunti un nuovo sole. Ciao Giuseppe.

Bartolo Baldi


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