The news is by your side.

GLI STUDENTI VIESTANI COMMEMORANO LE VITTIME DELLA SHOAH

4

 

Grande commozione e grande seguito all’evento commemorativo organizzato dagli Istituti di Istruzione di ogni ordine e grado di Vieste e patrocinato dal Comune di Vieste, nel pomeriggio di oggi, 3 febbraio all’Auditorium  “Fazzini-Giuliani”.

Sotto gli occhi di Alberto Mieli, reduce del campo di concentramento di Auschwitz, gli studenti di tutte le età si sono esibiti in una commovente carrellata di poesie, danze e performances di grande spessore, provocando nel pubblico momenti di commozione e riflessione sulla terribile vicenda della persecuzione degli ebrei.
Toccante la lettura delle poesie dei bambini della scuola primaria, seguita da un’interpretazione magistrale degli studenti delle scuole medie che si sono cimentati in una vera e propria rappresentazione teatrale con rievocazione artistica di momenti storici salienti, quali le leggi di Norimberga, i discorsi del Fuhrer e di Mussolini, la Costituzione ed altre scene toccanti. A seguire i ragazzi del Liceo-ITC si sono cimentati in un’interpretazione in prosa. Gli Studenti sell’IPSSAR “Mattei”, invece, hanno voluto ricordare il ghetto di Terezin, il maggiore campo di concentramento della Cecoslovachia che annovera tra i prigionieri piu di 15.000 bambini.

Elementi di grande rilevanza storica sono stati, poi, forniti dal Prof. Stefano Picciaredda, docente di Storia Contemporanea all’Università di Foggia, il quale ha sottolineato la valenza culturale dell’incontro, al fine di rendere consapevoli gli studenti che le tragedie storiche dovute alla cattiveria dell’essere umano e alla sua voglia di prevaricazione e sopraffazione non sono poi tanto diverse dalle manifestazioni di intolleranza e di disprezzo perpetrate quotidianamente a danno delle minoranze. L’ignoranza, il pregiudizio e la discriminazione operano costantemente, pertanto è proprio su questi concetti che bisognerebbe lavorare, affinché simili atteggiamenti non possano trovare terreno fertile in una generazione che sarà al timone della storia futura.
La testimonianza centrale della serata si deve ad Alberto Mieli che, con i suoi ricordi, ha davvero scosso le coscienze dei presenti.
Aveva diciassette anni nel 1943 e viveva con la famiglia nelle case popolari della Garbatella. «Io fui preso a novembre, per una banalità…per fare l’uomo, detti dieci lire a due partigiani. In cambio ricevetti due francobolli ai quali non detti nessuna importanza, e li misi nel taschino della giacca. Dopo tre giorni nello stesso sottoscala entrarono tre della Gestapo e quattro della Xa Mas; messo al muro e perquisito mi trovarono i francobolli: ebbi la presenza di spirito di dirgli che li avevo trovati per terra ».
Dopo essere stato torturato per quei francobolli lo portarono al campo di Fossoli vicino Carpi, quindi ad Auschwitz. «Nessuna mente umana può immaginare che cosa facessero ad Auschwitz. Uccidevano per la malvagità di uccidere. Era una cosa indescrivibile. Non avevano nessun rispetto per la vita umana. Una malvagità incredibile…».

Mieli ha anche mostrato il numero marchiato sul braccio a Birkenau: «Eri un numero, non un essere umano. Mi salvai perché mi mandarono a lavorare nelle fabbriche di guerra a Sosnowiec, c’era un poco più di mangiare ed ho avuto la fortuna di lavorare con civili…..Avevamo perso la cognizione del tempo. Eravamo lerci, non ci facevano lavare e la notte dormivamo in mezzo alla fanghiglia delle bestie. Ci rinchiusero poi per sei giorni nei vagoni piombati, senza acqua e senza cibo. Molti morivano e i corpi venivano messi lungo le pareti dei vagoni. Di notte li usavamo come cuscini; a volte ti voltavi e ti trovavi col viso del morto davanti…».
“Vivo con la speranza che nessuno veda più ciò che i miei occhi furono costretti a vedere…….”queste le parole conclusive di Mieli.
Parole di speranza anche quelle dei Dirigenti Scolastici intervenuti all’evento, parole di chi crede nei giovani, nel loro entusiasmo, nelle loro capacità di critica, di riflessione e di crescita, parole di speranza di chi organizza eventi di tal genere per scuotere le coscienze, per contribuire alla formazione del cittadino, dell’ uomo, parole di speranza per gli studenti, risorse inesauribili e promessa di un futuro migliore.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright