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Porto di Rodi/ Il sindaco Pinto: “il Comune non pagherà i 25 milioni richiesti dalla Cidonio”

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La Cidonio chiede 25 milioni di euro, il Comune non ha alcun intenzione – nè possibilità – di darglieli, e la Regione sta a guardare. Almeno per il momento. L’affaire porto di Marina di Rodi sta continuando a tenere banco nella cittadina garganica, dove all’articolo de l’Attacco di sabato hanno fatto seguito numerose polemiche tra maggioranza – guidata dal socialista Nicola Pinto – e opposizione – dell’ex sindaco Carmine d’Anelli – con l’attuale leader della maggioranza accusato dall’ex inquilino di Palazzo di Città di non aver fatto rispettare la convenzione stipulata tra Comune e la ditta del romano Pietro Cidonio. Oggi, il sindaco ci tiene a precisare alcuni dettagli della vicenda.

Sindaco Pinto, cosa vuole chiarire dell’intera faccenda?
Ci tengo a dire in primo luogo che la vicenda del porto è assai complessa e non si può spiegare con due o tre articoli di giornale. Capisco l’interesse, anche mediatico, che sta suscitando la cosa, ma è molto complessa.

Per questo vi siete affidati ad un legale esperto come Nino Matassa?
Certo, è uno tra i migliori nel settore e con il suo incarico non si vuole difendere solo Nicola Pinto o la sua amministrazione, ma anche la passata amministrazione da quella che è una richiesta del tutto assurda fatta da parte della Cidonio.

Qualunque sia l’esito del contenzioso legale, la gestione del porto a chi andrebbe?
Ecco, questo è un altro punto che ancora non è stato chiarito. Il porto è stato costruito su area demaniale, quindi non tornerebbe nelle disponibilità del Comune di Rodi. In sostanza, il proprietario dell’area è la Regione Puglia, che quindi dovrà – in un futuro piuttosto lontano – trovare un gestore per l’intera area portuale, essendo gli enti pubblici non possibilitati a farlo per le spese onerose che la gestione richiederebbe.

E avete provato a contattare imprenditori esterni che potrebbero essere interessati ad investire nella gestione del porto?
Non è possibile dare la gestione del porto in quanto è in essere una convenzione tra il Comune e la ditta Cidonio, che non paga la royalty mensile pari a centomila euro da ormai tre anni. E poi, coi tempi che corrono, a trovarlo un imprenditore che voglia fare questo investimento.

Quindi, non ci sono vie d’uscita?
Io quello che non capisco è come mai la Cidonio ritiene di aver fatto un investimento sbagliato, e ora pretende che il Comune paghi. L’ente anticipò ben quattro milioni di euro: quanti soldi dovrà ancora cacciare? Ora, come pare debba essere, verrà avviato il contenzioso legale con la ditta Cidonio,  e noi ci siamo affidati a Matassa che è un avvocato esperto e che saprà certamente difendere le ragioni del Comune.

Di una cosa si può essere certi: il Comune non caccerà più un euro…
Certo, anche perché non ci sono i soldi richiesti dalla Cidonio. L’ipoteca sul porto non si può mettere anche perché quel sito appartiene alla Regione, essendo stato costruito su area demaniale. Per quanto concerne invece il dragaggio a cui qualcuno faceva riferimento, c’è da dire che quello è stato fatto prima di maggio 2012, ovvero prima del mio insediamento, ed  stato già addebitato ai clienti.

Pare di capire che nulla potrà evitare la causa con la Cidonio…
Loro chiedono delle somme che non possiamo proprio cacciare. E poi, per quale motivo dovremmo pagare? Ripeto per l’ennesima volta: se hai sbagliato ad investire, non puoi venire a chiedere i soldi al Comune. Si è provato a far capire alla ditta che non avevano alcuna ragione per chiedere quei soldi, ma evidentemente non ci siamo riusciti. Se vogliono fare causa, noi abbiamo già incaricato Matassa. Per il resto, non penso ci sia altro da dire.

Polemica chiusa?
Io mi auguro di sì, anche perché per me dovremmo non c’è nulla su cui polemizzare, anzi. Incaricando il difensore del Comune, noi tuteliamo anche le passate amministrazioni. Non siamo affatto alla ricerca di scandali e polemiche.

L’affaire Marina di Rodi non si risolverà per ora, e la querelle tra il Comune guidato da Nicola Pinto e la ditta che l’ha costruito – e che avrebbe dovuto gestirlo – si protrarrà in Tribunale. Il porto, dunque, appartiene alla Regione Puglia, che nel caso la Cidonio dovesse perdere – o anche vincere, tutti gli scenari sono possibili – la causa, tornerà ad essere proprietaria e allo stesso tempo gestrice dell’area portuale. Che, al momento, non pare possa essere un polo di attrazione per turisti e proprietari di barche. Almeno per ora…

G.F. Ciccomascolo

l’attacco


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