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ANNO 1609: Un processo tra l’Università d’Ischitella e la regia dogana.

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Era il 20/2(1609  quando l’Università d’Ischitella e i suoi eletti  nella regia dogana compariva  e esponeva quanto segue:

 

 Molti cittadini d’Ischitella proprietari di vacche erano molestati dai cavallari della regia dogana affinchè pagassero la fida non potendo pascolare in caso contrario i propri animali nell’Isola di Varano ,adducendo il motivo che detta zona fosse “defesa” e non demanio di detta Università.
Ricorrendo quindi l’Università dichiarava di avere lo” ius pascolandi” in detto territorio e che quindi nulla doveva alla regia Dogana. Ciò veniva anche ribadito dal decreto del barone d’Ischitella che concedeva ai cittadini d’Ischitella di pascolare liberamente nel territorio d’Ischitella senza che nulla fosse dovuto alla Regia Dogana e che quindi intimava ai commissari della regia dogana di non molestare più i propri cittadini.
La regia dogana rispondeva dopo qualche mese dicendo che nei mesi scorsi era stato notato una grande quantità di vacche e capre pascolare nell’Isola di Varano senza che fosse stata data in nota al pagamento della fida e che non si era servito dell’erbaggio della regia corte ,né serviti dei regii tratturi ,né partiti o partivano dai territori di essa,ma se ,ma se molestavano la regia Dogana erano tenuti al pagamento verso essa.
Tuttavia in virtù del ricorso fatto i cittadini d’Ischitella se dimostravano di non aver pascolato i propri animali negli erbaggi della regia corte e nei tratturi  non dovevano nulla alla regia dogana.
Nella relazione della dogana si diceva di aver visto negli anni passati  1606 e 1607 presentata una lista dal barone d’Ischitella  Gio Batta Turbolo che gli attribuiva 80 vacche,a Francesco Chiancuso 50, e per il presente anno 1609 per l’Università d’Ischitella Francesco d’angelantonio vacche 124,il notaio Gio Francesco de stazio 6,Joannello di Stazio 2,Gio Francesco Colella 2,Donato Antonio Panella 19,Don Sulpitio d’errico 7,Don Luise Cominale 4,Donato de  Troiano d’errico 5,Geronimo Petruzzello 7,Gio Vincenzo Pascarello 9,Lucrezia  De Vesti 8, e nella “ Coppa d’Ischitella” Placito Princivallo 13,Francesco Romano 24,la cappella del S.mo sacramento 86,del S.mo Rosario 26,don Carlantonio Sarro 13,Don Carlantonio de Marcellis,arciprete 13,Troiano D’errico 13,e perché detto demanio e erbaggio dispensava i cittadini d’Ischitella di venire a pagare la fida che avrebbeero dovuto pagare solo se non avevano il diritto del “ ius pascolandi” e ciò era stato stabilito già da Gio Luise Corcione nella regia dogana il 24/11/1608.
Si ribadiva quindi che i cittadini d’Ischitella erano stati afferancati dal pagamento negli anni 1607,1608 e 1608 il 27/2/1609. Il tutto veniva confermato akl Presidente dell’Università d’Ischitella  don Diego de Vera e Francesco d’angelantonio il 28/4/1610.
Il tutto veniva notificato anche al barone d’Ischitella ribadendo ul decreto precedente del suo predecessore Annibale Turbolo del 9/2/1576 che aveva concesso il “ius pascolandi” ai cittadini d’Ischitella.
Il 1/6/1610 il processo si concludeva allegando la lista dei cittadini d’Ischitella autorizzati al pascolo nel 1609 E 1610 che era il seguente:
Gio Batta Turbolo vacche 50, 70, 18; Francesco d’angelantonio: 40, 6; Cappella del sacramento 40,6.Domenico di Camnia 40.6. per l’anno 1609.
Per l’anno 1610: Gio Batta Turbolo barone d’Ischitella, vacche 200- ; 22.24 (Probabilmente la somma dovuta solo per quell’anno).

Giuseppe Laganella.


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