The news is by your side.

Catasto, rivoluzione in cinque anni più valore alle case con ascensore

8

Sarà ricalcolato il valore degli immobili. Più peso alla superficie, al piano e all’affaccio. Niente appartamenti di lusso.

 

 La rivoluzione del catasto parte il primo luglio: Durerà 5 anni, fino al dicembre 2019, quando il valore dì oltre 63 mi­lioni di immobili sarà defini­tivamente ricalcolato. Scompa­riranno le case popolari, quelle economiche, così come quelle di lusso. Peseranno nella valu­tazione, oltre all’ubicazione, al­la superficie e allo stato di con­servazione, anche l’ascensore, il piano e l’affaccio. Le Chiese, come già oggi, continueranno a non pagare alcuna tassa. L’obiettivo finale è quello di rendere il sistema più moder­no, più vicino ai valori di mer­cato e; nelle intenzioni del go­verno, «più equo». Lo strumento sarà il secondo decreto at­tuativo sul’ catasto della delega fiscale – dopo il primo sulle commissioni censuarie-ormai quasi pronto in vista del Con­siglio dei ministri del 20 feb­braio. Oltre che dalla prima bozza del provvedimento, molti dettagli emergono anche però da un documento esplicativo messo a punto dall’Agenzia del­le Entrate, passato all’esame del ministero dell’Economia. La prima novità è la riclassifìcazione degli immobili, in di­rezione di una semplificazione determinata dalla «destinazio­ne d’uso». Le categorie A-B-C-D-E-F scompaiono per la­sciare posto a due gruppi: im­mobili «ordinari» (gruppo O) e immobili speciali (gruppo S) . La nuova classificazione segna di fatto l’addio alle case popo­lari e agli immobili di lusso. Tutte le abitazioni residenziali saranno infatti inserite in un’unica categoria. Scompari­ranno le lettere A/1, A/2, A/3, A/9 e così via, diventate stra­note al momento della defini­zione della nuova Tasi e delle esenzioni (e non esenzioni) Imu, e tutti gli immobili con­siderati appartamenti saranno inseriti nella nuova "0/1". Al momento, secondo la relazione che accompagna la bozza del decreto, è previsto che sia un provvedimento del Mef a disci­plinare "i criteri di individuali delle abita­zione di lusso", sia degli immobili singoli, che delle ville, dei castelli e de­gli immobili di valore stori­co-artistico.
‘La qualificazione avverrà an­che tramite nuovi ambiti ter­ritoriali. Le micro zone cata­stali definite dai Comuni lasce­ranno il posto agli OMI -dell’Agenzia delle Entrate, ovvero alle zone dell’Osservatorio del mercato immobiliare. Il punto rimane però fino all’ul­timo controverso, anche perché ad oggi è ancora in corso la revisione delle zone OMI. L’idea sarebbe quella di preve­dere delle aggregazioni di più zone, appartenenti anche a Co­muni diversi. Altrettanto irrisolto rimane il nodo dell’inva­rianza di gettito, imposta dalla legge delega. Ad essere definita è "la sostanziale invarianza di gettito complessivo delle impo­ste erariali e locali (Imu, Tasi, e gli altri balzelli)". Manca tut­tavia la specifica se la stabilità debba essere garantita a livello locale o nazionale. Per quanto riguarda la tempistica, l’Agenzia delle Entrate prevede che campionamento degli immobili parta entro il primo luglio 2015. Entro metà 2018 dovranno essere messe a punto le funzioni statistiche con l’obiettivo di aver determinato la nuova base imponibile a dicembre 2019.


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright